Adattamenti. Incertezza climatica e acque reflue, lo stato del cibo e delle specie animali

Foto pubblicata su Facebook da Canali di Bologna

15 ott. – I cambiamenti climatici stanno ponendo la società di fronte a un’urgenza: provare a variare le pratiche di gestione dei territori e delle acqueAntonio Navarra, presidente del Centro euro mediterraneo sui cambiamenti climatici, allerta: “Le incertezze climatiche indicano che la dimensione del problema è serio e che la risorsa idrica può andare sotto pressione”, per questo sono necessari “investimento e pianificazione”. In agricoltura, ad esempio, si stanno già individuando soluzioni per rispondere alla scarsità idrica di certi periodi dell’anno, intervallata – soprattutto in autunno – da intense precipitazioni: “Poter riutilizzare le acque reflue a scopo irriguo significherebbe riutilizzare una risorsa idrica indipendentemente dai cambiamenti climatici”, spiega Attilio Toscano, professore di Idraulica Agraria dell’Unibo. Una pratica di complessa realizzazione, per via delle preoccupazioni circa gli effetti sulla salute umana, ma sulla quale l’UE sta discutendo un “nuovo regolamento comunitario più elastico, che garantisca la tutela dei cittadini”.

A seguire, la rubrica Pensatech a cura di Damiana Aguiari dedicata a Facebook e alla censura. Andrea Segrè, ordinario di Politica agraria internazionale e comparata dell’Unibo e promotore della campagna Spreco Zero, introduce invece il rapporto SOFA 2019 (State of Food and Agriculture) della FAO che verrà presentato in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, mercoledì 16 ottobre: “Il cibo nel mondo non sta bene, i denutriti sono più di 800 milioni, è evidente che ridurre a zero la fame entro il 2030 diventa difficile”, illustra. Inoltre, non è più vero che solo “il Sud del mondo” soffre la fame, perché “i quadranti si sono invertiti, la fame è un problema globale che si declina ovunque”, mentre dall’altra parte ci sono 1 miliardo e 600 mila persone nel mondo che soffrono di obesità. Complessivamente, quindi, il problema sta nella “malnutrizione di fondo”, in difetto o eccesso.
Per concludere, torna ‘A nessuno piace caldo’, la rubrica a cura di Valeria Barbi che va alla scoperta delle specie animali e vegetali vittime del surriscaldamento globale.

      Adattamenti - 15 ottobre 2019

Roberta Cristofori

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