Adattamenti. Il terremoto d’Emilia, la commissione Ichese e le accuse del suo presidente

Peter Styles è professore emerito di geofisica all’Universita di Keele, in Gran Bretagna, e tra il 2012 e il 2014 è stato il presidente della commissione Ichese, la commissione di esperti internazionali a cui Protezione civile e Regione Emilia Romagna chiesero di indagare se alla base dei terremoti del maggio 2012 potessero esserci attività umane. Nell’aprile del 2014, due mesi dopo che la commissione aveva terminato i lavori, la Regione rese pubbliche le conclusioni: “Non si può escludere che” vi sia un legame tra il terremoto e le attività di coltivazione di idrocarburi della concessione Cavone, nel comune di Mirandola. La Regione bloccò temporaneamente le attività di estrazione di quel sito e, con il contributo di Assomineraria, fu approntato un laboratorio di analisi sul sito che scagionava lo stesso. Alla fine Regione, Governo e aziende minerarie tirarono un sospiro di sollievo: il terremoto d’Emilia non fu provocato dalle attività estrattive.

In una lunga intervista pubblicata su Sapere, la storica rivista di divulgazione scientifica italiana, Peter Styles ritorna su quella esperienza lamentando fughe di notizie, pressioni da parte delle aziende titolari delle concessioni minerarie che finirono sotto la lente di ingrandimento della commissione, scarsa trasparenza nelle istituzioni. E avanza un dubbio: “Con il senno di poi, non sono sicuro che tutte le informazioni che avrebbero potuto essere rilevanti per le nostre decisioni siano state messe a nostra disposizione e quindi potrebbe essere prudente – alla luce degli eventi devastanti del 2012 e con un occhio al futuro – dare un’ulteriore occhiata a queste attività considerando l’enorme e accurato lavoro svolto in merito negli ultimi anni, specialmente negli Stati Uniti”.

E’ un fatto che nel rapporto conclusivo della commissione Ichese non si faccia alcuna menzione della sperimentazione della sovrappressione che fu fatta nella seconda parte del 2011 nel sito di stoccaggio gas naturale di Minerbio. La concessione di Stogit fu una delle concessioni esaminate da Ichese perché considerata abbastanza prossima agli epicentri dei terremoti del 20 e 29 maggio. In tutte le 213 pagine della relazione conclusiva non si cita mai la sovrappressione. Singolare che un evento di quel tipo, una sperimentazione di iniezione di gas nel sottosuolo al 106% di pressione rispetto a quella originaria di giacimento, per un volume di 356 milioni di metri cubi di gas, non sia finito sotto gli occhi della commissione e nemmeno menzionato nel report conclusivo. Se a questa singolarità di unisce il dubbio di Styles che forse qualche dato non fu loro fornito, viene da chiedersi: non sarebbe opportuno riconvocare la commissione Ichese, ricontrollare il materiale fornito, acquisirne di nuovo e verificare se davvero le attività minerarie non c’entrano proprio nulla con i terremoti che uccisero 27 persone e fecero decine di miliardi di danni nella bassa tra Modena, Ferrara e Bologna?

Di tutto questo ci siamo occupati ad Adattamenti intervistando Nicola Armaroli, ricercatore dell’Isof-Cnr e direttore di Sapere.

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