Adattamenti. Il particolato secondario e la soprattassa sui SUV

In giro per le nostre città si vedono sempre più spesso macchine grandi. E pesanti. Due tonnellate di acciaio con motori diesel sempre più potenti per portare a spasso per il centro qualche decina di chili di persona. Insomma, una follia. “Ci siamo americanizzati” dice Claudio Rossi, ingegnere dell’università di Bologna che si occupa di motori elettrici e che ha un suggerimento per gli amministratori: una soprattassa per i veicoli “più ingombranti”.

Secondo il rapporto Mobilitaria 2018, nella città metropolitana di Bologna ci sono oltre 65 mila auto a motore diesel che corrispondono a quasi il 32% dell’intero parco circolante. Tra il 2006 e il 2016 i motori a gasolio sono aumentati del 41%, a fronte di un calo del 30% dei veicoli a benzina. Un veicolo diesel, anche immatricolato secondo la direttiva più restrittiva (Euro VI) è comunque più inquinante di uno a benzina. Soprattutto per via delle emissioni di NOx, i famigerati ossidi di azoto precursori del particolato secondario, quella frazione di polveri sottili che si forma in atmosfera con determinate condizioni chimico fisiche e che in alcuni giorni costituisce oltre il 70% dell’intero particolato.

Di tutto questo abbiamo parlato ad AdattaMenti.

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