Adattamenti. Il dramma di Lesbo, i processi alla solidarietà e il Progetto Indici

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4 mar. – Porto di Mitilene, isola di Lesbo. La giornalista di Internazionale Annalisa Camilli testimonia quanto accaduto dopo il 1 marzo, quando il Primo ministro greco ha annunciato di voler sospendere le richieste d’asilo dopo l’apertura delle frontiere da parte turca. Da quel momento sulle isole greche sono arrivate 1500 persone, di cui 600 solo sull’isola di Lesbo, fuggite dalla Siria a causa della recrudescenza del conflitto nella provincia di Idlib: “Tutte le persone arrivate sono state concentrate nel porto, verranno fatte salire su una nave militare e trasportate non si sa bene dove”. Impossibile ospitarle all’hotspot di Moria, costruito per un massimo di 3mila persone ma dove oggi invece se ne trovano 22mila. Terribili condizioni di sovraffollamento, alle quali si vanno ad aggiungere gli attacchi che stanno subendo le ong e i cooperanti – “minacce, macchine vandalizzate” – che costringono realtà come Medici senza frontiere a “fare ogni mattina riunioni per valutare le condizioni di sicurezza degli operatori” e decidere se aprire o meno. Con gravi conseguenze anche sul fronte sanitario per chi è bloccato qui, nel cuore dell’Europa.

Non solo Lesbo, il “bullismo di Stato” passa anche via terra, come lo definisce Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. “Quelli della Grecia sono provvedimenti contrari al diritto internazionale, bloccare le richieste d’asilo e provvedere all’espulsione di tutte le persone ove sia possibile effettuarlo”. Di fronte a situazioni simili è necessario agire con misure straordinarie, per questo la proposta della rete #ioaccolgo (di cui fa parte Amnesty) è che l’Unione Europa provveda al redistribuzione di uomini, donne, bambini e bambine con un “atto politico” e non su base volontaria. Non solo, in questo clima di limitazione degli arrivi in Europa, anche la solidarietà è sotto processo; lo dimostra il rapporto “Punire la compassione: solidarietà sotto processo nella Fortezza Europa“ presentato proprio da Amnesty International: “Tra il 2015 e il 2018, 158 persone e 16 ong sono state colpite da procedimenti penali secondo il criterio di favoreggiamento dell’ingresso irregolare”. Anche in questo caso, la richiesta all’Europa è di modificare il “pacchetto favoreggiatori, introducendo il concetto del vantaggio”, mentre “all’Italia di abrogare il Decreto sicurezza bis, ritirare il codice di condotta Minniti e modificare le norme sull’ingresso irregolare in territorio italiano”.

Voltando pagina, ma rimanendo sempre tra le realtà che aderiscono alla rete #ioaccolgo, Giovanni Stinco intervista il presidente del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza Riccardo De Facci sul Progetto Indici per nuove generazioni digitali. L’obiettivo del progetto è “fornire informazioni utili per un uso non rischioso del web e dei social network”, soprattutto riguardo i nuovi stili di consumo di sostanze psicoattive.
Infine torniamo in Australia, dove gli incendi sono stati finalmente domati. Ne avevamo parlato con il ricercatore in Selvicoltura e Pianificazione forestale alla Statale di Milano Giorgio Vacchiano in occasione dell’uscita del suo libro La resilienza del bosco.

      Adattamenti - 4 marzo 2020

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