Adattamenti. Il caldo, l’ozono e “democrazia energetica”


Il grande caldo di questi giorni ha fatto schizzare in alto i livelli di ozono, gas che può essere molto pericoloso per l’organismo umano. Come altri componenti dello smog, l’ozono non è un prodotto primario della combustione ma si forma secondariamente in atmosfera sotto l’influenza delle radiazioni solari. “Non è un inquinante emesso direttamente – spiega Vanes Poluzzi, responsabile del centro regionale di Qualità dell’Aria Arpae – ma si forma per reazione chimico-fisica in atmosfera, complice la radiazione solare e le alte temperature”. Questa forma di ossigeno ha un impatto sulla salute, soprattutto di chi soffre di patologie respiratorie, e i suoi livelli si alzano in prossimità delle aree verdi. Per ridurre gli impatti dell’inquinamento e del surriscaldamento globale, secondo Poluzzi, sarebbe necessario tendere verso “fonti energetiche democratiche”, altrimenti ci sarà sempre più energia green ad appannaggio dei ricchi, mente i sistemi inquinanti rimarranno ad appannaggio delle persone più povere.
Nella seconda parte della trasmissione, l’intervista a Mario Grosso, ingegnere del Politecnico di Milano e autore del libro L’ultima auto a benzina (edito dalla Zanichelli).

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Adattamenti è un programma a cura di Riccardo Tagliati, in onda dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 10.30 e il venerdì dalle 10 alle 10.30 su Radio Città del Capo.

 

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