Adattamenti. I rondoni e l’ecologia delle città

Rondone comune – Foto tratta dal sito Festival dei Rondoni

Spesso confusi con le rondini, i rondoni vivono accanto a noi, sopra di noi, ma spesso poco o nulla sappiamo di loro. Li udiamo, nei centri delle città, urlare durante i loro voli vorticosi a decine di metri sopra le nostre teste; li vediamo infilarsi in piccoli buchi nel muro o fare capolino da sotto le tegole di un tetto. Arrivati nelle nostre città da quando la nostra specie ha iniziato a costruirle distruggendo le foreste originarie, fonte di cibo pregiato durante il medioevo, con addirittura costruzioni dedicate come le torri rondonare, i rondoni sempre più spesso rimangono vittime della lotta senza quartiere ai colombi fatta a colpi di reti, trappole elettrificate e aghi.

Il rapporto tra questa specie e la nostra è una buona metafora del più grande rapporto che esiste tra gli uomini e la natura. Ne abbiamo parlato con Roberto Tinarelli, ornitologo e tra i fondatori del Festival dei rondoni, e Franco Sacchetti, architetto e disegnatore, autore di “Dove vanno a vivere i rondoni“, Round Robin editore. L’intervista doppia è stata l’occasione per scoprire una specie affascinante, capace di mangiare, dormire, accoppiarsi in volo, ma è stata anche l’occasione per parlare del nostro rapporto con la città e i suoi abitanti non umani, di ecologia e di come i concerti sulle spiagge del tour estivo di Jovanotti abbiano compromesso e non poco la vita di un altra specie di volatile, il Fratino d’Italia.

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