Adattamenti. I problemi della Polonia col carbone (e i diritti). E i lunedì ecologici

Inquinamento a Varsavia

17 gen. – Dopo aver parlato di European Green Deal, abbiamo analizzato le ragioni dell’opposizione polacca alla transizione. “La Polonia è ancora dipendente dal carbone”, illustra Francesco Magno, direttore editoriale di East Journal. Qualche numero: “È il decimo consumatore mondiale di carbone, dal quale è dato il 92% dell’elettricità polacca e anche l’89% del calore delle case. Si capisce come smantellare questo rifornimento energetico sia problematico”. La questione si gioca quindi tutta sui finanziamenti, perché Varsavia vorrebbe importanti garanzie dal fondo UE Just Transition Fund di sostegno alla transizione, sul quale sono arrivate “rassicurazioni unite a minacce”. Da una parte, il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron ha dichiarato che chi non dovesse aderire si vedrà privato di ogni altro tipo di finanziamento, ma dall’altra è stato garantito che la Polonia potrà godere di 2 miliardi di finanziamenti. Inizia ora una fase di “negoziazione non facile”, che potrebbe aprire – secondo Magno – un dialogo anche sul tema dei diritti, alla luce della risoluzione con cui il Parlamento europeo ieri ha dichiarato la Polonia non in linea con i valori fondanti dell’Unione: “È necessario garantire alla magistratura polacca un grado di libertà degno di un Paese dell’Unione Europea”.

In Italia invece rimane alta l’attenzione sulle concentrazioni di PM10, che in Emilia-Romagna hanno raggiunto valori medi di 100 microgrammi a metro cubo, oltre il doppio del limite stabilito per legge. Scattano le misure emergenziali in tutte le province (esclusa Forlì-Cesena) ma Legambiente Emilia-Romagna rilancia con “altre due misure che si possono mettere in campo quotidianamente: spostare al lunedì la domenica ecologica”, propone Giulio Kershbaumer. “Non si tratta di rendere impossibile la vita ai cittadini, ma di invogliare a provare un giorno della settimana ad andare al lavoro con il trasporto pubblico. E in quel giorno il trasporto pubblico deve essere gratuito su tutta la Regione”. La seconda proposta è di ridurre la velocità di percorrenza in autostrada, a partire da un “progetto europeo che ha portato avanti BrennerLEC in Alto Adige, che ha dimostrato come riducendo la velocità massima da 130kmh a 100 porti a una riduzione del 30% degli inquinanti in quel tratto. Quindi ridurre la velocità di percorrenza può avere un effetto positivo sugli inquinanti”. Un’iniziativa sulla quale, secondo Kershbaumer, “le amministrazioni locali dovrebbero spingere sul Governo nazionale”.

Nella puntata di oggi, l’appuntamento con Pensatech di Damiana Aguiari

      Adattamenti - 17 gennaio 2020

Roberta Cristofori

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