Adattamenti. I Centri d’Italia, il Manifesto di Assisi e la Matera letteraria

15 gen. – Bandi di gara deserti, riduzione del personale, aumento delle persone che permangono irregolarmente sul territorio italiano: sono le gravi conseguenze che il Decreto sicurezza ha sul sistema di accoglienza secondo ActionAid e OpenPolis, che nel rapporto “la sicurezza dell’esclusione. Centri d’Italia 2019 hanno scattato una fotografia della situazione attuale. “Da qui al 2021 le stime dicono che gli irregolari potrebbero passare dai 500 ai 750mila, perché le persone senza forme di protezione – se non si possono rimpatriare – rimangono nel nostro Paese, ma senza poter lavorare sono spinte verso l’illegalità”, chiarisce Michele Vannucchi di OpenPolis. Mentre gli sbarchi si riducevano progressivamente, i Cpr venivano riaperti, i piccoli centri sparivano, così come i fondi e i servizi. Questo ha fatto sì che numerosi bandi di gara andassero deserti, perché gli enti gestori hanno ritenuto che gli importi previsti non fossero sufficienti e garantire il servizio; inoltre, senza servizi di integrazione nel capitolato, gli operatori hanno finito per trasformarsi in meri “guardiani”, laddove non abbiano perso il lavoro.

Voltando pagina, c’è un’altra Italia, dove amministratori, ricercatori, imprenditori, si sono uniti per fare la loro parte nel percorso di azzeramento delle emissioni di gas serra. Un’unione sancita dal Manifesto di Assisi, lanciato Fondazione Symbola, Confindustria, Coldiretti, Enel, Sacro Convento di Assisi, Rivista San Francesco e Novamont. “Rappresenta l’embrione di una nuova alleanza per affrontare la crisi climatica”, spiega Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola. Il primo incontro dei firmatari sarà il 24 gennaio e sarà “uno scambio di idee”, al quale seguirà “un programma di lavoro concreto”, basato su “un’economia che affonda le sue esperienze nella comunità”.
Da Assisi a Matera con Eliana Di Caro, giornalista autrice del volume Andare per Matera e la Basilicata (il Mulino). Il viaggio parte dalla città lucana nota per i suoi “Sassi” e si articola attraverso i piccoli Comuni limitrofi, seguendo un itinerario letterario, perché “ci sono personalità e protagonisti della vita intellettuale lucana che non sono sufficientemente ricordati”. Da Rocco Scotellaro, nato a Tricarico, a Leonardo Sinisgalli, l’autrice si sofferma anche sui cambiamenti di Matera Capitale europea della cultura 2019: “È stata riscoperta, visitata, ha avuto il giusto riconoscimento”. Un bilancio “complessivamente positivo” per Di Caro, materana d’origine, che si augura però possa proseguire negli anni a venire.

      Adattamenti - 15 gennaio 2020

Roberta Cristofori

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