Adattamenti. Gas serra in aumento, alternative ecologiche agli assorbenti, confini mobili

26 nov. – Le emissioni di gas serra continuano ad aumentare. Lo dicono due report, uno dell’Organizzazione meteorologica mondiale e l’Unep, dell’Agenzia per l’Ambiente Onu, che inquadrano rispettivamente come siano aumentate sia “le emissioni, da 405 a 407 ppm, sia il gap tra dove dovremmo essere e dove siamo”. Questo significa che “tutte le politiche che abbiamo intrapreso non sono state sufficienti”, riassume il giornalista ambientale Emanuele Bompan. Responsabili sono i cittadini e i Governi, “che non hanno tramutato in azioni concrete gli impegni presi a Parigi nel 2015. Basti vedere l’ultimo Decreto clima che è passato in Senato e non affronta il tema delle emissioni, piouttosto offre qualche soluzioni per migliorare la qualità dell’aria ma è del tutto insufficiente. Tutto questo richiederà un aumento crescente dell’impegno, con una riduzione delle emissioni del 7,6% dal 2020 al 2030”. Sarà argomento di discussione sia alla Cop 25 di Madrid, ma soprattutto alla Cop 26 attesa per il 2020.

Continua il percorso di Adattamenti attraverso le alternative ecologiche all’assorbente usa e getta, a partire dalle coppette mestruali. Intimaluna è stata la prima a distribuirle in Italia: “Non assorbono ma raccolgono il sangue e durano 10 anni”, descrive Davide Dalle Crode, amministratore. Mente Silvia Cariolato, l’amministratrice di Madalù, azienda italiana che produce la Mami Cup, aggiunge che sono realizzate in “silicone di grado medicale, che deriva dalla sabbia, materiale già utilizzato per fare protesi impiantabili nel corpo umano fino a 30 giorni”. E che una volta finito il loro ciclo di vita, si possono conferire nella plastica per il riciclo. Altre alternative sono gli assorbenti 100% in cotone con parti in plastica sostituite da mater b di Intimaluna, “biodegradabili e compostabili”, laddove il Comune o gestore della raccolta lo consentano; oppure gli assorbenti lavabili di Madalù, composti di tre strati (microfibra, bambù o cotone, poliuretano laminato), con un ciclo di vita paragonabile a quello degli indumenti.

Infine, il libro del giorno: Camminare. Lungo i confini e oltre di Stefano Catone (People). Il volume si apre con una riflessione sui confini, considerati “luoghi di separazione e divisione”, dice l’autore, “ma in realtà chi frequenta quei luoghi sa bene che non sono così, sono luoghi di passaggio in cui le culture si mescolano”. Luoghi di attraversamento, che non esistono per chi ha la possibilità di muoversi liberamente grazie ai propri documenti, e luoghi di cambiamento. Attraversando i confini alpini, Catone spiega ad esempio che qui le conseguenze del cambiamento climatico si vedono a occhio nudo: “Lo scioglimento delle nevi perenni in alta quota modifica la linea del displuvio e di questo fenomeno ci si è accorti qualche tempo fa, quando l’Italia tra il 2008 e il 2009 inizia a negoziare convenzioni con Francia e Svizzera per definire il confine mobile, che cambia in base ai cambiamenti climatici. In quel periodo il nostro Governo aveva ben presente quale fosse la questione in ballo, ma invece che preoccuparsi dell’emergenza climatica, si preoccupava dell’esigenza del confine”,

      Adattamenti - 26 novembre 2019

Roberta Cristofori

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