Adattamenti. Epidemia di fake news, memorandum Italia-Libia. E un Sanremo “scienfico”


3 feb. – Le fake news sono sempre esistite, è internet a non esser sempre esistito. E oggi, nell’era social, “le fake news alimentano e accendono paure per un fenomeno” come quello del coronavirus, al punto tale da aver paura che “andando a mangiare in un ristorante cinese, si possa prendere il virus”. A spiegarlo è Gilberto Corbellini, storico della scienza, che analizza l’impatto che l’epidemia ha su media e società civile: “Le fake news sono pericolose dove le epidemie circolano velocemente, perché possono influenzare i comportamenti delle persone”, ma “da un punto di vista mediatico si danno le notizie che incuriosiscono”, perciò i mezzi d’informazione non possono fare altro in questo momento.

Dalla Cina al Mediterraneo per parlare del ‘memorandum Italia-Libia’ che domenica 2 febbraio è stato rinnovato automaticamente per altri tre anni. Dal 2017 in poi ha regolato la politica dei due Paesi in tema di immigrazione, lo hanno condannato le organizzazioni e le agenzie internazionali, mentre in Italia alcune realtà hanno promosso una campagna per chiederne la sospensione. Gianfranco Schiavone di Asgi spiega il perché: “I contenuti sono generici in materia di tutela dei diritti delle persone migranti e sappiamo che non esiste una vera autorità libica, c’è una forte compenetrazione tra gestione istituzionale e illegale”. Andrea Tolomelli, responsabile progetti in Libia di Cefa, riporta poi l’esperienza di chi lavora in Tripolitania in un centro di detenzione e chi in un progetto di formazione di operatori sanitari.

In conclusione, due realtà diametralmente opposte si incontrano: il Cnr e Sanremo. Dal 4 all’8 febbraio andrà infatti in onda la 76esima edizione del Festival di Sanremo e per l’occasione l’Almanacco della Scienza del Cnr ha dedicato il focus monografico ad alcuni degli apparenti fallimenti del Festival: brani che non si sono classificati bene o che sono stati addirittura eliminati, ma che il pubblico ha apprezzato. Enrica Strettoi dell’Istituto di neuroscienze parte da Una lacrima sul viso di Bobby Solo per illustrare i tre tipi di lacrime secrete dagli occhi; Lorenza Fiumi dell’Istituto di ingegneria del mare tratta invece di cementificazione selvaggia a partire da Il ragazzo della via Gluck.

      Adattamenti - 3 febbraio 2020

Roberta Cristofori

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.