Adattamenti. End of Waste per gli assorbenti, alimentazione per la salute mentale

Immagine pubblicata su Flickr

25 nov. – “Ogni anno in Italia viene conferita una quantità di rifiuti assorbenti pari a due volte il Colosseo o 14 campi da calcio”, spiega Giovanni Teodorani Fabbri, direttore generale di FaterSmart, la prima azienda al mondo ad aver sviluppato una tecnologia per riciclare i prodotti assorbenti per la persona (PAP) usati. Anziché finire in discarica o all’inceneritore, pannolini, pannoloni, assorbenti femminili arrivano all’impianto di Treviso (dopo essere stati differenziati), e vengono “sterilizzati completamente, asciugati e separati nelle materie prime seconde che li compongono (plastica, cellulosa, polimero super assorbente)”. Teodorani Fabbri calcola che “una macchina a regime è in grado di riciclare 10mila tonnellate l’anno di prodotti, il corrispettivo del consumo di circa 1 milione di persone”, perciò, con l’obiettivo di espandere il proprio piano industriale, “ogni macchina coprirà una provincia di medio-grandi dimensioni”. Possibile anche grazie al “primo decreto al mondo “end of waste” per il riciclo dei pannolini firmato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Spostandoci a Bologna, l’autrice del libro Alimentazione e salute mentale (Pendragon) Marie-Françoise Delatour illustra i risultati di una sperimentazione che ha coinvolto un gruppo di persone con disturbi mentali medio-gravi e gravi (bipolare, schizofrenia, depressione) per indagare il rapporto tra salute mentale e alimentazione. Spesso infatti nell’ambito della salute mentale “si parte da una situazione alimentare disastrosa”, sia per irregolarità che per mancanza di risorse, e in taluni casi i “disturbi mentali sono causati da intossicazioni croniche”; perciò alcune associazioni di familiari legati alla salute mentale e il Dipartimento di Salute Mentale dell’Ausl, insieme a una naturopata esperta in medicina energetica e rapporto olistico, per tre anni hanno messo a punto “programmi alimentari cuciti su misura”, con “prodotti freschi, naturali, bio”, per capire se questo potesse migliorare la vita dei pazienti. “Già dopo un mese questi percorsi davano risultati che non pensavamo: alcuni, al termine del percorso, hanno addirittura potuto calare le dosi di psicofarmaci. Attenzione, non si tratta di dire che si sostituiscono, ma che ci vogliono entrambe le cose”.

      Adattamenti - 25 novembre 2019

Roberta Cristofori

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.