Adattamenti. Decreto clima, cosa ne pensano gli ambientalisti: da Legambiente a Extinction Rebellion

11 ott. – Il decreto legge sul clima è stato approvato dal Consiglio dei ministri: 11 articoli e 450 milioni di euro di incentivi, dalla rottamazione di auto e motorini, ai ‘green corner’ per vendere prodotti sfusi e nuovi alberi nelle città. Bene, ma con riserva: è la posizione di Legambiente, che nella persona di Andrea Poggio, responsabile mobilità sostenibile e stili di vita della segreteria nazionale, esprime “delusione”, soprattutto per quanto riguarda le risorse messe in campo. “Rottamazione di vecchie auto per bonus mobilità sostenibile? Favoloso, è da due anni che la chiediamo e da 2000 euro è scesa a 1500. Ma in Italia si rottamano già 700mila macchine sotto l’euro 3 all’anno, ci vogliono davvero più soldi e convinzione. La nostra proposta iniziale era di raddoppiare le proposte che faceva il decreto clima, dei 200milioni di euro il primo anno noi chiedevamo 500milioni. Come reperire questi soldi? Si deve attingere ai sussidi ambientalmente dannosi”.

Anche per il movimento ecologista Extinction Rebellion la manovra è “assolutamente insufficiente”. Lorenzo Vecchi, attivista del gruppo romano, spiega: “La scienza dice una cosa chiara, che abbiamo 10 anni per raggiungere alcuni obiettivi, ma il decreto appena approvato non è sufficiente perché l’emergenza viene trattata come qualcosa di progressivo”. Tra le richieste di Extinction Rebellion infatti c’è quella che l’Italia dichiari l’emergenza climatica e che questa porti all’azzeramento delle emissioni di CO2 entro il 2025; le medesime richieste sono alla base della mobilitazione internazionale in corso questa settimana, messa in atto in Italia attraverso uno sciopero della fame e un presidio quotidiano davanti a Montecitorio. “Sono stato a Roma e ho provato a capire come funziona lo sciopero della fame, continuando a chiedermi quale sarà l’esito”, riflette il giornalista Nicolò Porcelluzzi, che da tempo indaga la natura sociale e politica del movimento. “Il passato politico di queste persone è molto eterogeneo, la maggior parte di loro non ha un vero percorso politico movimentista”.

 

      Adattamenti - 11 ottobre 2019

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