Adattamenti. Danni ambientali e pseudoscienze

 

18 ott. – Discariche per rifiuti urbani, abusive, in aree residenziali e agricole, depositi interrati di liquami industriali: sono solo alcuni dei dieci casi di danno ambientale presenti sul territorio italiano, accertati da Ispra nel primo rapporto dedicato. Un danno che rappresenta il “deterioramento significativo e misurabile diretto e indiretto di una risorsa naturale o di un’utilità assicurata da una risorsa naturale”, spiega l’avvocato Antonino Guariniello, tra i curatori del rapporto, riprendendo la definizione prevista dal Codice dell’ambiente, che a sua volta ha recepito una direttiva comunitaria. “Il rapporto presentato ha ad oggetto le istruttorie di danno ambientale svolte tra il 2017 e 2018, in cui il Ministero si è già costituito parte civile per chiedere la riparazione del danno” e la maggior parte di queste riguardano proprio “la gestione dei rifiuti”.

Scatole nere ad EcoEtico, con un’intervista a Daniele Gambetta, e credenze pseudoscientifiche nel libro del giorno: Nel paese della pseudoscienza (Feltrinelli) di Gilberto Corbellini, docente di Storia della medicina e di bioetica all’Università di Roma. Un esempio di pseudoscienza può essere l’esoterismo, sebbene “la maggior parte delle persone che seguono queste credenze quando hanno problemi seri si rivolgono a poi chi che fa uso della scienza”; oppure i metodi scientifici di dubbia validità, come il metodo stamina, che fanno leva sulla “sofferenza delle persone che vanno in cerca di chi gli fornisce risposte, seppur basate su falsi dati. In questo caso devono intervenire le istituzioni”. Infine, le due comunità pseudoscientifiche che hanno fatto più parlare di sé negli ultimi anni: gli antivaccinisti e i negazionisti. “E il problema più grave è che se si forniscono dati scientifici, non cambiano idea”.

      Adattamenti - 18 ottobre 2019

Roberta Cristofori

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