Adattamenti. Cosa aspettarsi dalla Cop25 e il “caso Boldrini”

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2 dic. – Inizia ufficialmente oggi la Cop25 di Madrid, Conferenza tra le parti organizzata dalle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. “Nel 2015 alla Cop21 si è raggiunto un primo trattato – ripercorre Tommaso Perrone, direttore LifeGate – che ha coinvolto tutta la comunità internazionale con l’obiettivo di non superare l’aumento della temperatura media globale di +2° e la speranza di limitarlo a +1.5°”. Sono queste le cifre alle quali hanno iniziato a far riferimento tutti i movimenti ecologisti quali Fridays For Future ed Extinction Rebellion, per fare pressione sui governi affinché applichino politiche reali di contenimento del climate change: tagli ai combustibili fossili, revisione del sistema di sfruttamento delle risorse ambientali, perché “a questo ritmo ci servirà più di un pianeta terra”. I 196 Paesi (197 con l’Unione Europea) che partecipano alla Cop25 hanno quindi il dovere di “applicare una transizione energetica che abbandoni l’epoca dei combustibili fossili per le fonti di energia pulita e per farlo c’è bisogno di investimenti. Per questo è stato istituito un fondo apposito affinché ogni singolo stato aumenti le promesse di riduzione della Co2, per ora appunto solo promesse perché nessuno ha raggiunto gli obiettivi sufficienti”.

La storia che racconta Flavio Alivernini nel libro La grande nemica è quello di una donna, Laura Boldini, che ha dovuto fare i conti con una vera e propria propaganda ai suoi danni. Lavorando come responsabile della comunicazione a fianco dell’ex presidente della Camera, ora deputata del Pd, Aliverini ha potuto assistere da vicino al questo “caso” e ha tentato in questo libro “di dare una risposta alla domanda: perché Laura Boldrini è così odiata?“. Secondo l’autore “tutto parte dal post di Beppe Grillo del 2014, in cui chiese alle persone cosa avrebbero fatto alla Boldrini se si fossero trovati con lei in macchina”, da qui partono una serie di minacce di stupro, commenti d’odio e insulti sessisti, che hanno dato vita a una “campagna di delegittimazione per opera di partiti quali Lega e Movimento 5 Stelle”. Si prenda ad esempio la strumentalizzazione messa in atto dal leader della Lega Matteo Salvini sulle posizioni di Laura Boldrini riguardo le questioni migratorie, “nonostante lei non potesse né fare leggi né votarle in quanto Presidente della Camera”. Un caso che poi si conclude con una rivincita, che passa attraverso la scelta di iniziare a pubblicare nomi e cognomi di tutti coloro che la insultavano.

All’interno di questa puntata, la rubrica Pensatech di Damiana Aguiari

      Adattamenti - 2 dicembre 2019

Roberta Cristofori

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