Adattamenti. Coronavirus, è ora di rafforzare il sistema sanitario. Il vetro virtuoso e la “parità in pillole”

24 feb. – Alla fine il coronavirus è arrivato anche in Italia. Anzi, secondo gli esperti è probabile che stesse circolando già da tempo, confondendosi con l’influenza stagionale. È l’opinione della divulgatrice Roberta Villa, giornalista laureata in Medicina e Chirurgia, che spiega infatti come nella stragrande maggioranza delle persone si presenti con “sintomi simili all’influenza”. Con questo non si vuole banalizzare il virus, “perché non lo conosciamo, non abbiamo immunità; la ragione stessa di certe misure eccezionali è che si tratta di una situazione senza precedenti”. Ma allo stesso tempo va evitato il panico, visto che “per la maggior parte delle persone si risolverà in una settimana di influenza”. La massima attenzione va rivolta piuttosto ai soggetti vulnerabili, aprendo un ulteriore interrogativo: il nostro sistema sanitario reggerà? È la stessa domanda che si pone Eduardo Missoni, medico, professore all’Università Bocconi di Milano, esperto in gestione di strategie globali per la salute. “Dobbiamo difendere, preservare e rafforzare il nostro sistema sanitario”, sottolinea Missoni, per essere pronti in futuro a rispondere anche a queste emergenza. Intanto, bene tutte le misure di contenimento istituzionali – quarantena, misure precauzionali – e quelle consigliate di base (lavarsi le mani, starnutire nella piega del gomito, ecc).

Nella seconda parte della trasmissione si volta pagina per parlare di vetro come modello di economia circolare. Questo “materiale permanente” composto di sabbia, soda e calcio, si recupera all’infinito: “Conferito nei punti di raccolta, il residuo viene preso, portato nelle vetrerie, rifuso per ridare vita a un altro contenitore che avrà le stesse identiche caratteristiche della bottiglia da cui proviene”, spiega il direttore di Assovetro Ezio Borreani. Il tasso di riciclo al 2018 si attestava al 76,3%, superando gli obiettivi europei che fissano il 70% al 2025 e il 75% al 2030. Il settore è al lavoro anche sul fronte del risparmio energetico, trattandosi di attività fortemente energivore: negli ultimi anni il fabbisogno è stato ridotto del 50% e si punta ad aumentare la percentuale.

Infine, Irene Facheris, esperta di gender studies e presidentessa di Bossy, presenta il suo nuovo volume Parità in pillole (Rizzoli), che prende il nome dall’omonima rubrica che Irene aprì nel nel 2016 su YouTube. Un libro che tratta di “parità, discriminazioni, femminismo”, perché “c’è ancora bisogno del femminismo”. A partire dall’analisi di alcuni termini tecnici, fondamentali da sviscerare per capire che ogni forma di discriminazione non è responsabilità delle donne ma della società, Facheris affronta il tema delle molestie e della potenza che i movimenti femministi hanno avuto negli ultimi anni: “Penso che abbiano scoperchiato un vaso di Pandora difficile richiudere. Scemerà quando le persone che sono in posizione di potere – uomini – capiranno che il problema è soprattutto loro. Noi non torneremo nel silenzio”.

      Adattamenti - 24 febbraio 2020

Roberta Cristofori

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