Adattamenti. Comunità solari, mobilità elettrica e disuguaglianze

9 ott. – Torniamo a occuparci di comunità energetiche, questa volta a partire da quelle solari. “Nel 2010-2011 abbiamo cercato di costruire un modello di comunità che potesse superare  le problematiche normative che ci impedivano di fare quello che oggi invece si può fare. È stato un tentativo di essere pionieri”, racconta Leonardo Setti della comunità di Casalecchio, professore di Chimica dell’Università di Bologna. La loro, però, è partita come comunità solare, che accompagna i cittadini verso il “nuovo sistema energetico di sostituzione dei combustibili fossili con fonti rinnovabili”. Mentre dall’altra parte della città, a San Lazzaro, negli stessi anni si costituiva un’associazione chiamata ‘Comunità energetica’, che conta “78 soci e ha come obiettivo il risparmio energetico, la produzione di energia rinnovabile sul territorio”, spiega Fabio Giovanardi, uno dei soci. E ha già “sviluppato e costruito un impianto fotovoltaico su una scuola”.

Una nuova puntata di Pensatech con Damiana Aguiari e poi Mauro Vergari, responsabile Ufficio studi, ricerche e innovazioni di Adiconsum, per ragionare di mobilità elettrica e dei suoi costi, spesso troppo alti. Per questo Adiconsum ha lanciato la petizione ‘Accendere la mobilità elettrica per non spegnere il pianeta’ per chiedere alle istituzioni di ridurre il prezzo della tariffa elettrica per ricaricare le auto; installare colonnine di ricarica “fast” nelle stazioni di servizio; aggiornare il codice della strada. Infine, il libro del giorno: Breve storia della disuguaglianza, edito da Laterza per la collana Anticorpi. Ne abbiamo parlato con la docente di Economia politica dell’Università di Bologna, Anna Soci, co-autrice del volume insieme al prof Michele Alacevich.

      Adattamenti - 9 ottobre 2019

Roberta Cristofori

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