Adattamenti. Ci stiamo ammalando di sviluppo insostenibile

27 feb. – Sarà lo sviluppo insostenibile a farci ammalare. Un’emergenza sanitaria come quella del coronavirus è solo la più recente, ma non è la prima che ha a che fare con il nostro modello di sviluppo: Ebola, Sars, H1n1… queste epidemie hanno in comune il fatto di essere di origine zoonotica, ovvero di trasmesse dagli animali all’uomo. “Ormai il 70% degli outbreak (espansione epidemica di un patogeno) è di origine zoonotica, in particolare da animali selvatici”, spiega Moreno Di Marco, ricercatore di Biologia e Biotecnologie all’Università Sapienza di Roma e coordinatore di uno studio che mette in relazione la diffusione delle malattie infettive con l’azione dell’uomo sulla natura. Ma cosa c’entra esattamente l’attività antropica? È molto chiaro l’esempio che fa Di Marco: se per produrre cibo si intensificano gli allevamenti in aree tropicali a ridosso di aree naturali, il rischio di entrare in contatto diretto o indiretto con animali selvatici aumenta, e così di conseguenza anche quello di trasmettere patogeni all’uomo e al bestiame domestico. Con una possibilità di outbreak sempre più alta nel mondo connesso in cui viviamo. “Conosciamo i fattori – conclude Di Marco – e le aree di rischio, perciò i piani di sviluppo sostenibile non possono più ignorare rischi di questo tipo. Dal punto di vista economico la domanda non è quanto ci costerebbe lo sviluppo sostenibile ma piuttosto quanto ci sta costando non averlo fatto fino adesso“.

Della stessa opinione è il portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis), Enrico Giovannini: “Questa emergenza può aiutarci a capire come organizzarci meglio all’interno di una Regione, tra Regioni e Stato o tra Regioni, Stato ed Europa. Poiché sappiamo che i cambiamenti climatici esporranno piuttosto frequentemente la specie umana a virus, è importante che lezioni simili vengano usate non solo per investire sempre di più nella ricerca scientifica ma anche nell’organizzazione”. Proprio ieri Asvis ha presentato il rapporto La Legge di Bilancio 2020 e lo sviluppo sostenibile‘, prendendo in esame i provvedimenti e la situazione dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030. Il quadro che ne emerge è parzialmente positivo: da un lato, lo sviluppo sostenibile è al centro di numerose iniziative – Green New Deal, economia circolare, industria 4.0, lotta alla violenza contro le donne… – ma dall’altro ci sono significative insufficienze, come l’assenza di fondi sull’istruzione e sull’occupazione giovanile o sulla difesa della biodiversità. “Una delle nostre proposte è che un’analisi come questa sia fatta prima dell’approvazione di una legge”, in modo tale da strutturare gli interventi. In futuro infatti i progetti italiani dovranno andare in quella direzione per non perdere i finanziamenti dell’UE, poiché la Commissione ha scelto l’agenda 2030 come riferimento per le politiche europee.

      Adattamenti - 27 febbraio 2020

Roberta Cristofori
@billybobatorton

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