Acqua. Due anni dopo ancora aumenti

acqua bene comune Caselli conferenza

10 giu. – A due anni dal referendum sull’acqua che ha portato al voto 27 milioni di italiani, il Comitato bolognese per l’Acqua Bene Comune lancia l’allarme. Entro fine mese l’AEEG, l’Autorità per l’Energia Elettrica, deciderà sull’applicazione pratica del Metodo tariffario transitorio, il nuovo sistema di calcolo della bollette introdotto dopo il referendum. Il risultato, spiega Andrea Caselli, sono aumenti sulla bolletta in arrivo per tutta la regione. Per l’Emilia-Romagna si tratta di aumenti variabili da provincia a provincia e ancora da quantificare con precisione.

“Atersir, l’agenzia territoriale regionale che si occupa dei servizi idrici, ha fatto delle simulazioni e le ha inviate all’Autorithy- spiega Caselli- che entro fine mese deciderà gli aumenti. Si tratta di rincari che oscilleranno tra il 4% e il 20%. Il picco ci sarà a Piacenza dove Iren deve fare molti investimenti fin qui sempre rimandati. Purtroppo non abbiamo dati precisi su Bologna perché su questa partita c’è un problema di trasparenza”.

In una nota Atersir fa presente come in tutta la regione siano necessari tra i 170 e i 180 milioni in nuovi investimenti, e che se non intervengono “fonti di finanziamento a tassi di maggior favore, questi investimenti devono essere sostenuti dai gestori con fondi reperiti sui mercati finanziari e rimborsati dalla tariffa”.  “Le variazioni tariffarie per ogni provincia – scrive Atersir – sono pubblicate sul sito; il valore medio dell’aumento è del 4%. Casi particolari, legati all’applicazione di questo nuovo metodo, vedono Rimini con un calo del 2% e Piacenza dove, viceversa, si produce un aumento della tariffa del 13% (aumento massimo in regione). Nelle provincie di Bologna e Modena le nuove tariffe sono attualmente sospese, fino alla decisione prevista dall’AEEG entro l’estate, su richiesta di Atersir per motivi tecnici”. Atersir fa infine presente di aver sottolineato le “criticità di molti aspetti del metodo di calcolo della tariffa, tanto da richiedere tanto da richiedere ad AEEG la sospensione dell’applicazione delle tariffe in regione”.

 

Il Comitato bolognese per l’Acqua Bene Comune ha tracciato anche un quadro regionale su cosa si sta facendo in tema di rispetto dell’esito referendario.

Forlì è stato avviato un tavolo provinciale per ragionare sul possibile scorporo di “Romagna Acque” da Hera. A Piacenza è in corso un percorso partecipato per verificare la fattibilità della ripubblicizzazione del servizio idrico ora gestito da Iren. A Reggio Emilia lo statuto del Comune ha ufficialmente recepito le richieste dei referendari e ora stabilisce che il servizio idrico integrato sia un servizio “pubblico locale di interesse generale, “non persegua scopi di lucro e sia sottratto alla libera concorrenza“. Inoltre lo statuto stabilisce che “la proprietà e la gestione degli impianti, della rete di acquedoto, distribuzione, fognatura e depurazione siano pubbliche e inalienabili”.

Bologna? “Va male – spiega Caselli – non si sta discutendo di ripubblicizzazione. L’amministrazione dovrebbe riflettere sul fatto che essere proprietaria di una Spa non dà nessun controllo sull’azienda, e quindi procedere verso l’affidamento diretto a una società pubblica”.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.