Acqua Bene Comune. I Comitati: “Merola può fare qualcosa per far rispettare il referendum”

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Bologna, 27 dic. – Lunedì prossimo, 30 dicembre, i comitati emiliano romagnoli per l’acqua bene comune saranno in presidio sotto le finestre di Atersir, l’agenzia di ambito regionale per i servizi idrico e dei rifiuti. A due anni e mezzo dal giugno 2011, con la vittoria del referendum sull’acqua pubblica, Atersir si appresta a votare la restituzione di una parte di quanto pagato dagli emiliano romagnoli alla voce “remunerazione del capitale investito”. “Non vogliamo solo i 9 milioni che Atersir vuole darci, ma tutti i 40 milioni che ci devono” dice Andrea Caselli del comitato bolognese.

I comitati inoltre chiedono anche il blocco del Metodo Tariffario Transitorio, il sistema di calcolo delle bollette che reintroduce di fatto, alla voce “oneri finanziari”, la remunerazione del capitale investito cancellata dal referendum. Contro quel sistema tariffario pendono una marea di ricorsi al Tar della Lombardia. Per questo Caselli dice: “Lo congelino fino a quando non si sarà espresso il tribunale amministrativo”.

Il presidente di Atersir è Virginio Merola e a lui si rivolge Caselli: “Lui ora, che magnificava la vittoria del referendum, può fare qualcosa per il rispetto dell’esito del voto, e se non lo farà se ne assumerà la responsabilità”.

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