Acqua Bene Comune. “Bollette in aumento fino al 15% all’anno”

Bologna, 11 nov. – Circonderanno e avvolgeranno simbolicamente la sede Hera di viale Berti Pichat a Bologna contro la nuova ondata di privatizzazioni dell’acqua che vedono arrivare con i recenti provvedimenti del governo, il decreto sblocca Italia e la legge di stabilità. I comitati Acqua Bene Comune dell’Emilia-Romagna tornano a farsi sentire con un presidio sabato 15 novembre a partire dalle 15 e la richiesta di fondo è sempre la stessa da anni: il rispetto del voto referendario del 2011.

Il nuovo ciclo di privatizzazioni, secondo i referendari, sarà “un processo di aggregazione-fusioni, in base al quale le grandi aziende quotate in Borsa (A2A, Acea, Iren e Hera) assorbirebbero le aziende di dimensione mediopiccole”. L’effetto, prevedono, saranno “incrementi tariffari, peggioramento della qualità del servizio, calo dell’occupazione, diminuzione degli investimenti”. Secondo Andrea Caselli dei Comitati Acqua Bene Comune, con le nuove tariffe organizzate dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e i servizi idrici a Bologna si rischiano aumenti tariffari annui fino a 10-15%, mentre gli investimenti rimangono al palo.

I comitati stanno sollecitando i candidati alle regionali del 23 novembre a prendere posizione, finora, raccontano senza grandi risultati.

 

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