Abusa di due bimbi di 8 anni. Per lui divieto di dimora

stingone questore
29 ago. – Aveva guadagnato la fiducia dei vicini di casa, si era fatto affidare i bambini durante l’orario di lavoro dei genitori e poi, in almeno tre distinte occasioni accertate dalla Squadra Mobile della Polizia di Bologna, ha abusato dei piccoli, due bimbi di 8 anni, palpeggiandoli e facendosi palpeggiare nelle parti intime. L’uomo, un pensionato 63enne della provincia di Bologna, è ora accusato di violenza sessuale pluriaggravata continuata.

Per lui è scattata su richiesta della Procura anche il divieto di frequentare il Comune di residenza dei bimbi. Aspettando la fine delle indagini – e eventuali altri provvedimenti che potrebbero scattare qualora venissero alla luce altri elementi – l’uomo è quindi stato costretto a cambiare domicilio ed è stato messo controllo dalla Polizia, che assicura “il taglio netto di ogni legame tra lui e le famiglie dei bimbi. Ormai non ci può essere più nessun contatto”.

“Sono stati i genitori a segnalarci le loro preoccupazioni – spiega Davide Corazzini del nucleo specializzato nella tutela dei minori della Squadra Mobile – Hanno prima notato un cambio brusco di comportamento nei loro figli, poi una volta capito cosa stava succedendo si sono rivolti a noi nel marzo di quest’anno”. Le indagini della Polizia, che si è avvalsa anche di psicologi infantili vista la delicalitezza del caso, hanno fatto il resto. La Squadra mobile parla di “elementi oggettivi” di prova. Una volta eseguita la misura cautelare l’uomo, raccontano gli agenti, avrebbe ammesso i fatti tentando di giustificarsi. Per ora gli episodi di violenza accertati sono tre, due col primo bimbo e uno con l’altro, ma le indagini continuano per accertare eventuali altri episodi.

I contatti tra l’uomo e i due bimbi sarebbero iniziati nell’estate del 2012. La denuncia è arrivata pochi mesi fa, appena i genitori si sono resi conto della situazione. “I nostri uomini e le nostre donne hanno fatto un buon lavoro – commenta il Questore di Bologna Vincenzo Stingone – Voglio anche sottolineare l’importanza dell’azienda culturale. Di queste cose bisogna iniziare a parlarne fin dalla scuola, con le maestre e gli stessi bimbi”. Sul tipo di provvedimento scelto dalla Procura Stingone è secco: “Non siamo noi a dover valutare queste cose”.

Nella foto in alto il Questore Vincenzo Stingone con Massimo Sacco (a destra) e Davide Corazzini, entrambi della Squadra mobile.

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