5G. I dubbi dei sindaci, le garanzie del Ministero della Salute: “Tecnologia rassicurante”

In foto la sottosegretaria di Stato Sandra Zampa

24 ott. – La nuova tecnologia di rete mobile 5G fa paura. Spaventa i cittadini, che a volte si organizzano in comitati, e spaventa o quanto meno preoccupa i sindaci. E’ successo ad esempio a San Lazzaro (Bo), dove la sindaca Isabella Conti ha “sospeso” con un’ordinanza le nuove autorizzazioni. “Le radiofrequenze 5G sono del tutto inesplorate – ha scritto su facebook Conti – come Amministratore Pubblico sento il dovere di attendere la posizione del Ministero della Salute”.

“Il ministero della salute una posizione sul tema ce l’ha – ha spiegato a Radio Città del Capo la sottosegretaria alla salute Sandra Zampa – Il punto scientifico per il ministero è nelle mani dell’Istituto superiore di sanità che si è espresso pubblicamente. E’ vero che le sperimentazioni sono inferiori rispetto ad altri caso ma è vero però che siamo di fronte ad una tecnologia rassicurante, e l’Italia ha sempre scelto un posizionamento più tutelante rispetto ad altri paesi europei sia sul 5G sia sull’utilizzo del telefoni cellulari. Ciò non toglie che va tutto monitorato e che gli studi devono proseguire. Il primo a continuare gli studi sarà l’Istituto superiore della sanità”.

 

      Sandra Zampa sulla tecnologia 5G

 

La posizione dell’Istituto superiore di sanità “è chiara”, continua Zampa. “Comprendo i sindaci, ci può essere un ragionevolissimo sentimento di tutela verso i cittadini. Ma io ricordo – ha spiegato Zampa – che l’Istituto superiore di sanità tutela i cittadini italiani. Bisogna affidarsi a chi di scienza di tutti i giorni si occupa”.  Questo non vuol dire che i sindaci non debbano occuparsi della questione, ha concluso la sottosegretaria, “e ad esempio benissimo ha fatto Bologna a non dare l’autorizzazione a nuove antenne in alcuni casi, perché bisogna evitare sovraffollamenti così come previsto” dalla legge.

“La cosa di cui abbiamo bisogno è capire e studiare“, spiega il sindaco di Ozzano Luca Lelli. Nel comune bolognese ancora non ci sono antenne 5G. Se arrivasse una richiesta? “Non saprei ad oggi come muovermi, un’ordinanza di sospensione vorrebbe dire esporsi a ricorsi al Tar. Avrei bisogno di capire supportato da esperti le differenze tra il 5G e le tecnologie 4G e 3G, già usate sui nostri territori. Da un lato c’è il pericolo di scoprire che questa tecnologia fa male, ma di scoprirlo fra alcuni anni. Dall’altro però non vogliamo dare l’immagine di quelli che vogliono fermare il vento con le mani. Io credo nella scienza e per me sarebbe paradossale”.

      Luca Lelli sul 5G

 

Di dubbi ne ha ancora la sindaca di Monte San Pietro Monica Cinti. “Ho sensito la sottosegretaria Zampa dire che proseguono gli studi. Come mai però stiamo sperimentando questa tecnologia? Noi sindaci abbiamo bisogno di un punto fermo e certo sul 5G. La tecnologia è importantissima certo, ma al momento non abbiamo certezze”. Il consiglio comunale di Monte San Pietro ha approvato un documento che chiede tra le altre cose a livello nazionale studi indipendenti sulle tecnologie 4G e 5G e l’istituzione di una commissione vigilanza indipendente.

Se arrivasse una richiesta per l’installazione di un’antenna 5G? “Mi troverei in profonda difficoltà. Come sindaca non ho al momento un supporto scientifico sufficiente. Vorrei dire di no, ma posso farlo? Chi lo ha fatto è stato alla fine sconfessato dal Tar“.

      Monica Cinti sul 5G

 

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