2 Agosto. Nessuna testimonianza per il depistatore Pazienza

Bologna, 21 giu. – “La testimonianza di Pazienza è inutile, se non controproducente o addirittura fuorviante”. Si è aperto con questo annuncio un altro mercoledì mattina alla Corte d’Assise del Tribunale di Bologna, con le parole del presidente Michele Leoni che hanno motivato la scelta di non “ammettere Francesco Pazienza come testimone” al processo per concorso nella strage del 2 agosto 1980 a carico dell’ex Nar Gilberto Cavallini. Il faccendiere, condannato in via definitiva per aver tentato di depistare le indagini sulla strage alla stazione, aveva spedito a fine maggio un telegramma chiedendo alla Corte di poter essere convocato. Non ottenendo alcuna risposta, aveva poi rilanciato con un secondo telegramma al quale aveva provveduto ad allegare “un voluminoso plico documentale” per convincere le parti della bontà delle sue prove.

A tre mesi dall’inizio del processo, si fa sempre più probabile l’ipotesi che l’imputato Gilberto Cavallini si presenti in Corte d’Assise dopo la pausa estiva. Calendario ed elenco dei testimoni alla mano: l’esame del teste Valerio Fioravanti proseguirà in una terza udienza fissata eccezionalmente per giovedì 28 giugno a causa di uno sciopero degli avvocati penalisti previsto per il 27 di giugno; seguirà poi il testimone delle parti civili Paolo Aleandri, l’ex terrorista nero fondatore del movimento Costruiamo l’azione. Solo a quel punto, sempre se non dovessero essere ammessi altri testimoni richiesti dalle parti, arriverà in aula l’ex Nar Gilberto Cavallini.

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