2 Agosto. Al processo Cavallini esclusa la pista palestinese: Carlos non sarà sentito

Bologna, 4 apr. – Non sarà sentito in aula il terrorista venezuelano Ilich Ramírez Sánchez, meglio noto come ‘Carlos Lo Sciacallo’, attualmente detenuto in Francia. Lo hanno deciso i giudici della Corte d’Assise del Tribunale di Bologna nel corso della seconda udienza del processo a Gilberto Cavallini, accusato di aver fornito supporto logistico a Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, già condannati come esecutori della strage del 2 agosto 1980. È stata in questo modo esclusa, definitivamente, l’ipotesi della pista palestinese rimessa in campo dalla difesa dell’ex terrorista dei Nuclei armati rivoluzionari come alternativa alla verità giudiziaria. I giudici hanno ritenuto che il tema fosse già stato abbondantemente esplorato e che l’indicazione dei testimoni richiesti dalla difesa di Cavallini non fosse pertinente al tema difensivo. Per questo motivo in aula non verrà ascoltato l’ex senatore Carlo Giovanardi, che i legali del terrorista fascista avevano chiesto di interrogare a sostegno del “lodo Moro”.

La Corte ha ritenuto invece di ammettere tutti i testimoni della parte civile, appartenenti alla galassia ordinovista romano-veneta e dei Nar, ad esclusione del leader di Forza Nuova Roberto Fiore e Fabrizio Zani, le cui testimonianze sono state valutate “superflue”. Ciò nonostante il processo rimane “un’occasione positiva per i familiari delle vittime” secondo il giudizio dell’avvocato di parte civile Andrea Speranzoni, che ha spiegato come “le circostanze su cui erano chiamati a deporre Fiore e Zani potranno essere riferite da altri testimoni”. Si attende ora di sapere se Valerio ‘Giusva’ Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini si presenteranno, essendo stati ammessi dalla Corte, per poter essere interrogati dal collegio di parte civile. Così come potrebbe non sottoporsi in veste di imputato lo stesso Gilberto Cavallini, avvalendosi del diritto al silenzio.

Alla terza udienza fissata per mercoledì 11 aprile si presenteranno i due ufficiali di polizia giudiziaria che coordinarono le indagini del processo che hanno portato al rinvio al giudizio di Gilberto Cavallini.

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