Zen Circus: “La terza guerra mondiale c’è già” – live a Maps

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4 nov. – Una città devastata e, al centro, un tavolino da bar, intorno al quale Appino, Ufo e Karim bevono uno spritz e si fanno un selfie: ecco la copertina di La terza guerra mondiale, ultimo album degli Zen Circus. “Su 196 Stati riconosciuti, un terzo sono in guerra, quindi la terza guerra mondiale c’è già: è una guerra che si svolge anche a un livello più intimo. I personaggi in copertina sono inconsapevoli, ma vogliono essere sul pezzo e si fanno un autoscatto: sono sintomatici di una guerra più sotterranea che combattiamo contro l’altro noi stesso, un doppelgänger che proiettiamo sulle piattaforme social“: la band toscana, ospite di Maps il giorno prima di un live sold out al TPO, racconta così il concetto che lega i brani dell’album.

Ma la critica “sociale” non è nuova per gli Zen Circus, che in ogni album danno una fotografia di un periodo: “La nostra critica però non include delle risposte e siamo in mezzo fino al collo come narratori/peccatori nelle idiosincrasie che fotografiamo”, precisa Appino e continua: “Visto che si invoca la violenza sempre, ci spiegate chi deve sparare a chi? E cosa succederebbe nell’eventualità di una guerra vera? Non vedo l’ora di vederli questi qua con un fucile in mano“, conclude provocatoriamente. L’attacco della band è diretto in brani come in “Zingara (Il cattivista)”: “Una canzone brutale che volevamo facesse veramente schifo: il testo nasce dai commenti meno pesanti che la gente ha postato su YouTube sotto video che riguardano ‘gli zingari': è uno stimolo affinché il pubblico faccia qualcosa“. E chi non commenta? “C’è un sacco di gente che si autocensura quando la tendenza di una discussione va in un verso opposto al loro”, commenta Ufo e Karim aggiunge: “Talvolta è un po’ come picchiare con un piccone su un muro di gomma“.

Ma nell’album c’è spazio anche per le emozioni: “Si tratta del disco più femminile che abbiamo fatto: è pieno di donne da tutte le parti, come raramente era accaduto. Ne siamo felici, perché reputiamo la sensibilità femminile superiore: so che è un luogo comune, ma ci crediamo”. Oltre a due canzoni tratte dall’ultimo disco, gli Zen hanno suonato dal vivo nei nostri studi anche “Vai vai vai” da Canzoni contro la natura: trovate tutto qua sotto.

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