Zacchiroli (Pd): “Sul Cassero un’opa bislacca, ora fatico a sentirmi a casa”

benedetto zacchiroli
Bologna, 28 feb. – “Mi sembra che sul Cassero sia stata lanciata un’Opa abbastanza bislacca, sul tema del ddl Cirinnà non tutte le associazioni gay di Bologna la pensano come Vincenzo Branà”. Ad attaccare frontalmente il presidente del circolo Arcigay di via Don Minzoni è il consigliere comunale del Pd Benedetto Zacchiroli, oggi ospite di Bologna Vota, la trasmissione che Radio Città del Capo dedica alle prossime elezioni amministrative.

Zacchiroli bolla come “irresponsabili” le dichiarazioni di Branà il giorno dell’approvazione del ddl Cirinnà senza la stepchild adoption. “Traditi da Pd e M5s, ora useremo lo strumento del voto”, aveva tuonato il presidente del Cassero. “Le sue – è la replica del consigliere dem – sono dichiarazioni irresponsabili, prima di tutto perché non tiene conto della differenza tra partito nazionale e partito locale. Qualcuno si è scordato del sindaco Merola e di tutto quello che ha fatto per i diritti civili, a partire dalla registrazione in Comune dei matrimoni gay contratti all’estero”. Per Zacchiroli sul Cassero “è stata lanciata un’Opa abbastanza bislacca, e visto che Vincenzo Branà è il presidente del Cassero – continua il democratico – dico allora che dovrebbe preoccuparsi prima di tutto di farlo viaggiare bene quel circolo. Andiamo a vedere com’è cambiata la comunità gay che frequenta il Cassero, quanta gente c’è e se dopo l’ultimo congresso c’è qualcuno che non si sente più a casa lì dentro. Io al Cassero ci vado di martedì per salutare gli amici, per il resto a volte fatico a sentirmi a casa mia“.

 

A Bologna Vota Zacchiroli ha parlato anche di quel che secondo lui funziona (i percorsi partecipativi, “Bologna su questo è all’avanguardia”) e non funziona in città. Il nodo centrale per Zacchiroli è quello della mobilità. “Bisogna metterci subito mano perché c’è qualcosa che proprio non va. Fuori dal centro a volte ci sono file che neanche il popolo d’Israele durante l’esodo. C’è qualcosa di rotto, basta guardare alle code in via Stalingrado, sui viali e nelle radiali. Ci sono pezzi di città bloccati”. Per Zacchiroli servirà prima di tutto mettere mano al Piano generale del traffico urbano, “anche perché l’ultimo risale a 10 anni fa e la situazione oggi è molto diversa da quella che c’era all’epoca”. Zacchiroli, che si ricandiderà alle prossime comunali bolognesi, lancia anche una frecciata alle persone “che circondano il sindaco”. “Merola è una persona generosa, a volte attorno a lui ci sono però persone che non ci mettono generosità. Parlo del mio partito, il Pd, ma non chiedetemi di fare i nomi”.

Poi c’è il grande argomento dei diritti civili. Per Zacchiroli i killer della stepchild adoption “sono i senatori del Pd che molti chiamano cattodem, e assieme a loro il Movimento 5 Stelle che ha affossato il supercanguro per mettere in luce le divisioni del Pd. A quel punto – conclude Zacchiroli – i compromessi sono stati necessari e ne è uscita una legge monca, e chi l’ha affossata ha messo in atto un atto politico irresponasbile. A quelle persone dico di vergognarsi, hanno fatto uno sgarbo a dei bambini. Ma i diritti alle coppe sono stati garantiti, e chi non è convinto se ne convincerà quando inizierà a vedere le coppie gay sposarsi a Palazzo d’Accursio”.

Le canzoni che Benedetto Zacchiroli ha portato a Bologna Vota:

– “Bologna“, di Guccini. “E’ la prima canzone che viene in mente quando si pensa a Bologna. Si parla dei portici, che ti proteggono dalla pioggia ma ti impediscono di guardare il cielo. Bologna è un po’ così, è nascosta, scoperta, è sempre un vedo non vedo”.

– “La storia“, di Fiorella Mannoia. “Una canzone profondamente incastonata nel mio impegno politico, l’orizzonte sul quale mi piace muovermi”.

– “Le rondini“, di Lucio Dalla. “Una canzone che mi ricorda lo stare a casa mia in giardino quando tornano le rondini, verso marzo e aprile. Mi da un senso totale di relax e mi descrive un pochino”.

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