Yoga e ricerca di sé: intervista a Claudia Munari

Emme come Munari.

Claudia Munari si dedica allo yoga da vent’anni, formandosi come insegnante attraverso una moltitudine di forme e stili, passando dal rigore degli allineamenti in stile Iyengar fino alle sfumature  bohémienne dell’Anusara.

Lo yoga è la mia vita”, dice semplicemente.

La vita come lo yoga, in continua trasformazione. Proprio come uscire da una classe di pratica con la sensazione che alla fine sia davvero cambiato qualcosa.

L’acqua non è più la stessa, come nel fiume di Eraclito: ciò che scorre è diventato forse auto conoscenza, ricerca di sé, o atman, come si dice nei luoghi dello yoga.

Ma si può trovare se stesse “anche al bar, sedute al tavolo con un’amica”, dice Munari.

È così che una mattina a Claudia Munari è partita l’idea di un progetto sociale: yoga gratuito per donne con particolari necessità di sostegno – un progetto che ha vinto il Premio CONI “sport ed integrazione”. Classi di yoga per superare se stesse, a suon di respiri e tappetini colorati; là dove barriere culturali e linguistiche si assottigliano e forse scompaiono, integrate, nell’esecuzione di posizioni tipiche della disciplina di origine indiana più diffusa al mondo.

Questo, e molto altro, all’interno dell’intervista di Un quarto di Yoga:

      UQDY 160418 munari - alessandro fattorini

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