Xylouris White: la band liuto e batteria

2015-06-12 16.18.42

19 giu. – “Una diagonale blu che unisce un sacco di suoni diversi”: questa è la suggestiva definizione che Antonio “Grammo” Gramentieri ha dato della manifestazione di cui è coordinatore artistico, il Festival Strade Blu, che ha inaugurato la sua edizione 2015 con un live di cui vi abbiamo dato un’anteprima a Maps. Gli artisti che partecipano a questo festival non sono stati scelti secondo un criterio di genere musicale, bensì – ci ha spiegato Gramentieri – sono tutti “gente che ha messo in discussione le sue radici nel presente”. Esattamente come il duo Xylouris White.

Lo scorso 12 giugno, infatti, Gramentieri è tornato nei nostri studi dopo il live con i Sacri Cuori, per farci conoscere (e fare da traduttore per) Giorgos Xylouris e Jim White. Il primo “è un virtuoso del liuto cretese” e si può considerare una sorta di “bluesman apolide“; White, australiano, è “uno dei batteristi prodigiosi della nostra epoca”. Giorgos e Jim si sono conosciuti a Melbourne in Australia 25 anni fa, e da lì – ci hanno detto – è nata un’amicizia. Spesso e volentieri Xylouris suonava come ospite nei Dirty Three – la rock band strumentale di White – finché, circa due anni fa, è nata l’idea di un progetto musicale in coppia. Sicuramente alla base della volontà di collaborare dei due musicisti c’è una forte apertura mentale rispetto ai generi musicali. Se White si è dimostrato certamente molto interessato alla musica tradizionale greca, Xylouris, da musicista tradizionale quale è, è sempre stato – come ci ha detto – un ascoltatore onnivoro.

I due musicisti hanno dato alle stampe nel 2014 il disco Goats, per l’etichetta Other Music Recordings Co.: un interessante esperimento di incontro tra il liuto tradizionale cretese e la batteria di stampo più internazionale. Ai nostri microfoni, però, levano ogni possibile dubbio sulle loro intenzioni: “Adesso siamo una band“, ci hanno detto, e ciò è confermato dal fatto che stiano pensando al loro futuro al di là di questo album: non si precludono soluzioni musicali differenti rispetto a quelle adottate in Goats. Parlandoci del disco ci spiegano che “è nato tutto dall’esperienza“: tra i risultati sonori del loro incontro musicale, hanno scelto i brani che erano più coerenti fra loro e li hanno raccolti nell’album. Ascoltando la loro musica rimane chiaro l’interesse comune per la musica cretese. Il padre di Giorgos era anche lui musicista e alla domanda “quale disco vi portereste su un’isola deserta”, la loro risposta è stata: due dischi del papà di Xylouris. Per ascoltare l’intervista completa, con i tre brani live, basta cliccare qui sotto.

Andrea Lorenzoni

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