Xylella degli ulivi. Per gli scienziati è contagio ma la Procura frena

Bologna 7 mag.- L’eurodeputato e membro dell’Académie d’agriculture de France, Joseph-Marie Bové , l’ha definita “la peggior emergenza fitosanitaria al mondo”. E’ uno degli ex leader del movimento altermondialista già portavoce di Via Campesina che definisce così la Xylella fastidiosa che è un batterio ed il principale indiziato della sindrome da disseccamento rapido degli ulivi che sta colpendo la Puglia. Arrivata in Italia dal Costa Rica, oggi dal Salento, fino al golfo di taranto e ancora più a nord, l’allarme arriva a minacciare anche le olivocolture del paese, mentre anche Calabria, Basilicata e Sicilia temono un possibile contagio.

Sulla Xyella però si sta giocando una partita delicata, in particolare da quando è stata resa nota l’inchiesta della procura di Lecce guidata dal procuratore Cataldo Motta che ha messo sotto indagine alcuni ricercatori del Cnr, dello Iam (Istituto agronomico mediterraneo) e dell’Università di Bari. Oltre ai ricercatori è finito sotto indagine anche Giuseppe Silletti, comandante regionale del Corpo Forestale, nelle vesti di commissario straordinario per l’emergenza fitosanitaria. Le accuse sono quelle di diffusione colposa di una malattia delle piante, inquinamento ambientale colposo, falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, getto pericoloso di cose, distruzione o deturpamento di bellezze naturali. La procura non crede al contagio e ha ordinato una perizia scientifica. I legali dei ricercatori indagati hanno spiegato in conferenza stampa che le conclusioni dei periti della procura non sono diverse dalle loro: ovvero il ceppo di Xylella che sta infettando le piante sarebbe uno solo dal nome CoDiRO.
Nella nostra trasmissione Sulla bocca di tutti, abbiamo intervistato la scienziata e divulgatrice scientifica Beatrice Mautino, per fare un punto della situazione.

Mautino, insieme a Marco cattaneo, direttore della rivista Le Scienze, ha inviato al procuratore Motta una lettera aperta lo scorso gennaio.

La richiesta era quella che la Procura condividesse con la comunità scientifica i dati emersi dalla perizia ordinata dal procuratore, che hanno portato anche al sequestro degli ulivi infetti destinati all’abbattimento. Secondo il dott. Motta, che abbiamo intervistato e che cita notizie a sua disposizione, “alcuni ulivi sono guariti”. Il procuratore ci anticipa che quasi sicuramente la Procura ordinerà una nuova perizia.

Di tutt’altro avviso quello che dice Mautino che parte dall’ultimo workshop scientifico sulla Xylella che si è tenuto a Valenzano (Bari) pochi giorni fa. E’ emerso che il contagio si è espanso e dal Salento, l’infezione di Xylella si sta muovendo verso il nord della regione, lambendo il golfo di Taranto e puntando direttamente verso gli uliveti del barese.

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