Wu Ming Contingent: ecco gli eroi che fuggivano la guerra

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30 mar. – Un’evoluzione che va di pari passo nei suoni, decisamente più espansi rispetto all’esordio Bioscop, e nei testi, tutti relativi alla Prima guerra mondiale: ecco, in una frase, Schegge di Shrapnel, il nuovo album di Wu Ming Contingent che Wu Ming 2 e Yu Guerra hanno presentato ieri con un minilive nei nostri studi. “L’album affronta il tema della Grande Guerra e delle sue celebrazioni e racconta le storie di chi la guerra l’ha subita e di chi dalla guerra tentò di fuggire, utilizzando documenti d’archivio: i testi non sono scritti, ma ritrovati negli archivi e riproposti in maniera pressoché originale, così come sono”, ha confermato Wu Ming 2. “C’è molto grigio e nero, molti colori scuri o bagliori improvvisi, nella tavolozza sonora che abbiamo usato”, ha concluso Yu Guerra.

Lettere, testi militari, rapporti medici: in Schegge di Shrapnel sono questi documenti a farsi lirica, ma c’è spazio anche per poesie come “Dulce et decorum est”, di Wilfred Owen, il principale “poeta di guerra” britannico. “Se in Italia bisognerà talvolta aspettare la fine della Seconda guerra mondiale per criticare l’eroismo del conflitto precedente, in Inghilterra fin da subito ci fu una forte critica nei confronti del massacro. Nel nostro Paese la Grande Guerra costituisce un’anteprima del fascismo e della sua retorica”, ha puntualizzato lo scrittore, dimostrando poi che – in fondo – quella che era considerata vigliacchiera un secolo fa è stata quindi rivista come una sorta di eroismo, per sfuggire all’unanimità di un frangente buio della nostra storia. “Provarle tutte per non andare in trincea è oggi visto come un atto di eroismo, soprattutto in un’epoca come la nostra che è tra le più conformiste degli ultimi decenni”, ha continuato Wu Ming 2, tracciando un arco lungo cent’anni che arriva ai giorni nostri. “Oggi c’è un tentativo di chiamata alle armi“, ha aggiunto il suo compagno di band, “e proprio per questo bisogna stare attenti alla Prima guerra mondiale: questo è ciò che vuole dire Schegge di Shrapnel“. Un disco le cui origini risalgono a L’invisibile ovunque, romanzo che il collettivo di scrittori ha pubblicato alla fine del 2015: “La Freie Universität di Berlino ci aveva chiamati per una conferenza sul nostro modo di raccontare la storia in quel testo, e noi abbiamo deciso di declamare – con musiche – alcuni scritti usati per le nostre storie”. Ecco il germe del secondo disco dell’organico musicale di Wu Ming Foundation, che ha scalzato un progetto già in cantiere, una sorta di versione “al femminile” di Bioscop, con storie di donne ribelli.

Oltre all’intervista, potete ascoltare due brani in versione scarna per voce e chitarra: “La tregua di Natale”, che ricorda un episodio toccante accaduto sul fronte dell’Isonzo, e “Tintura di Shrapnel”, quasi una title-track in cui si narra un espediente per sfuggire a uno dei massacri più orribili della storia recente.

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