Non più contratto, ma voucher per le maschere del Teatro Betti di Casalecchio

teatro-comunale-laura-betti-casalecchio

Bologna, 6 Feb. – Al Teatro “Laura Betti” di Casalecchio di Reno, dal 1° gennaio 2017, le maschere sono pagate con i voucher. Gli addetti a palcoscenico e sala, che fino alla fine dell’anno scorso avevano un contratto di lavoro occasionale disciplinato dal contratto nazionale dei teatri stabili, ora ricevono buoni lavoro. Sono sette i lavoratori del teatro gestito da Ater, l’associazione regionale composta da enti pubblici e soggetti privati che operano nel settore dello spettacolo, che hanno visto cambiare il loro rapporto di lavoro con l’avvento del 2017. Prima avevano un contratto a termine che durava per tutta la durata della stagione teatrale.

La denuncia arriva dalla Slc-Cgil che sottolinea i profili più critici di questa modifica: “L’utilizzo dei voucher abbatte la copertura sia economica che normativa, ad esempio – afferma Antonio Rossa della Slc-Cgil – la retribuzione globale è sempre inferiore con i buoni lavoro e un altro nodo è quello della disoccupazione. Al Teatro Betti c’è un lavoratore che con questa modifica rischia di perdere il sussidio. Stiamo facendo i conti e abbiamo realizzato che gli mancano pochissime giornate per avere diritto all’indennità. Per la disoccupazione bisogna aver lavorato almeno 13 settimane negli ultimi 4 anni o 30 giorni nell’ultimo anno. I voucher, però, non vengono contati”.

A peggiorare, poi, è anche il trattamento pensionistico. “Per quanto riguarda i contributi – spiega Rossa – con il contratto nazionale il 33% della retribuzione del lavoratore è versata nella gestione ex Enpals che garantisce alcuni benefit. Ad esempio è previsto un numero inferiore di giornate per ottenere un anno pensionistico. Con i voucher, invece, la percentuale di contributi è del 13% ed è versata all’Inps”.

Un altro capitolo è quello che riguarda la prelazione sulla chiamata. Dopo tre anni di contratto nello stesso teatro il lavoratore acquisisce il diritto a essere chiamato in via preferenziale rispetto ad altri, cosa non prevista con i buoni lavoro. Poi, le differenze riguardano anche indennità e maggiorazioni. Mentre con i voucher non sono previste, con il contratto la maschera ha diritto a un’indennità del 30% sulla paga mensile in sostituzione di Tfr, ferie, tredicesima e gratifica annuale e a una maggiorazione della paga oraria in caso di prestazioni aggiuntive (l’orario di lavoro per una giornata è di 3 ore e mezza), o in caso di chiamata la domenica o in un giorno festivo.

 

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.