Volontarie ‘ombrelline’. Bonaccini: “Errore degli organizzatori”

3 lug. – Un errore sì, ma degli organizzatori. Anche perché lui, Stefano Bonaccini, alla tavola rotonda acquilana è rimasto “soltanto poche decine di minuti“. Dopo una valanga di attacchi e critiche arrivati soprattutto da 5 Stelle e Lega Nord, il Presidente della Regione Emilia-Romagna spiega così la sua presenza al contestatissimo dibattito di sabato all’Abbazia di Sulmona, dove alcuni politici – tutti uomini e tutti seduti – sono stati protetti dalle bizzarrie del meteo da cinque volontarie – tutte donne e e tutte in piedi – con tanto di ombrello alternativamente in funzione anti-sole e anti-pioggia. Un episodio stigmatizzato anche da molte donne, tra cui ad esempio la presidente della commissione pari opportunità Regione Abruzzo, e dalle forze politiche che si oppongono al Partito democratico. Critiche feroci a Bonaccini sono arrivate dalla leghista Lucia Borgonzoni e da Massimo Bugani che ne ha scritto sul blog di Beppe Grillo. I due hanno messo in scena anche un siparietto in consiglio comunale, con Borgonzoni che picchiava duro contro il convegno acquilano, mentre Bugani stava in piedi dietro di lei con un ombrello in mano.

“Alla tavola rotonda cui ho partecipato sabato mattina a Sulmona cominciata peraltro in ritardo – ha scritto Bonaccini su facebook – sono rimasto soltanto poche decine di minuti, come hanno potuto vedere tutti i presenti, perché una volta intervenuto, tra i primi relatori, sono immediatamente ripartito per Modena per poter essere sul posto vicino agli organizzatori del concerto di Vasco Rossi, evento di portata straordinaria.
Quando è cominciata la tavola rotonda non c’era alcuna ragazza sul palco: sono salite poco dopo, quando ha cominciato a piovere. Certamente non è stata una scelta felice da parte degli organizzatori e quell’immagine delle donne che reggono l’ombrello sulla testa dei relatori parla da sola. Si ammetta quindi che è stato un errore: il ruolo delle donne è ben altro, fondamentale in ogni campo della vita, e ciò non può mai essere messo in discussione.

Trovo però pretestuosi gli attacchi di alcune forze politiche al sottoscritto, che non ha avuto alcun ruolo nell’organizzazione dell’evento: penso di aver dimostrato alla guida della Regione Emilia-Romagna che è nella pratica quotidiana e nelle scelte concrete di governo che si misura il tasso di sensibilità sul tema dei diritti delle donne e sulla parità di genere. Vorrei ricordare che in Emilia-Romagna c’è il più alto tasso d’occupazione femminile d’Italia, anche grazie ad un sistema di welfare che vede la più alta disponibilità di posti negli asili nidi e che continuiamo a rafforzare e allargare, per renderlo ancor più inclusivo. Prima Regione in Italia, abbiamo approvato il piano regionale contro le discriminazioni di genere, in attuazione della Legge regionale quadro sulla parità, e, per la prima volta, la Regione è guidata da una Giunta formata per il 50 per cento da donne: 5 assessore su 10 componenti.
Se quindi qualcuno vuole attaccarmi su questi temi, dovrebbe almeno trovare argomenti un po’ più solidi”.

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