Volkswagen. Landini preoccupato: “Il mercato da solo non si regola”

Flavio Benites Sindacato Ig metall

Flavio Benites -Foto Dire

Bologna, 24 set – “Bisogna riflettere  sulla necessità e difficoltà di una riconversione vera del settore automobilistico: il mercato da solo non è in grado di affrontare il problema di una sostenibilità ambientale”. Con queste parole Maurizio Landini, segretario nazionale Fiom-Cgil, ha commentato il caso Volkswagen a margine di un convegno sulle relazioni industriali tra Italia e Germania, promosso da Fiom e Cgil insieme al sindacato tedesco Ig Metall, che, secondo il sistema della cogestione, nomina metà dei rappresentanti nel consiglio di sorveglianza, l’organo di controllo sulla gestione dell’impresa. “Stiamo parlando del gruppo che ha venduto più automobili al mondo  – aggiunge il segretario –  è evidente che questa vicenda può avere delle ripercussioni complessive sul sistema di produzione”.

“Noi siamo parte della soluzione e non del problema – commenta poi Flavio Benites, segretario del sindacato tedesco Ig Metall – abbiamo le mani pulite. Anche se bisogna sapere che la soluzione non sarà trovata dall’oggi al domani”. Secondo il sindacalista, quella in cui si è ritrovata la casa automobilistica tedesca è una crisi di fiducia che non può essere superata solo con delle belle parole. “Di certo i 600.000 lavoratori che il gruppo impiega a livello mondiale – aggiunge – non possono essere considerati responsabili e noi non lo accettiamo. Saremo accanto a loro per difendere i posti di lavoro e  necessario lotteremo per questo, è il nostro compito e la nostra storia”.

Preoccupato anche il presidente di Unindustria Bologna, Alberto Vacchi, secondo cui a risentire del caso Volkswagen potrebbero essere le aziende che producono componenti per la casa di Wolfsburg, più che i marchi che fanno capo al gruppo tedesco tipo Ducati o Lamborghini. “Ad ogni modo speriamo che questo non accada”, ha concluso il presidente di Unindustria.

Tra i relatori anche Claudio Domenicali, amministratore delegato della Ducati Motor, acquisita alcuni anni fa dal gruppo Volkswagen – secondo cui non si devono temere ripercussioni negative dallo scandalo internazionale che ha travolto il marchio tedesco. “Il momento è delicato, seguiamo la cosa con attenzione- dichiara Domenicali- ma la nostra azienda è solida, ha una sua indipendenza finanziaria e quindi non credo ci sia da preoccuparsi”.

Infine, tornando alle possibili conseguenze negative a livello locale, il segretario della Fiom dell’Emilia-Romagna, Bruno Papignani, afferma che è difficile prevedere gli effetti per Audi e Ducati: “Tutti ci auguriamo e ci aspettiamo che non sia così, ci sono investimenti annunciati che devono essere fatti per lo sviluppo industriale”.

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