Voi patrizi noi plebei, la storia continua

Bologna 10 lug.- Dopo esserci dedicati ai “plebei” di Basketcity, la par condicio ci impone di concedere spazio anche ai suoi “patrizi”, ovvero la Virtus. Per farlo, abbiamo interpellato Raffaele Ferraro, fondatore della celeberrima pagina Facebook “La giornata Tipo” che da qualche anno è diventata un “must” per gli “spicchiofili” di tutto lo Stivale.

Confermata l’ossatura della passata stagione (a far compagnia a capitan Allan Ray ci saranno anche Abdul Gaddy in regia Valerio Mazzola e Gino Cuccarolo sotto le plance e il talento Simone Fontecchio, di recente finito nei radar Nba) e definite le prime due operazioni di mercato, il roster bianco-nero è quasi al completo ed è già possibile tracciare un primo bilancio. “E’ arrivato Dexter Pittman, il centro di peso (forse un po’ troppo) chiesto dal pubblico: in Nba, oltre che per lo scarso minutaggio, era famoso per la sua notevole massa corporea. Speriamo sia in forma perchè, in un campionato di medio livello come quello nostrano, un acquisto come lui potrebbe fare la differenza” spiega Ferraro. Il secondo volto nuovo, si fa per dire, è quello di Michele Vitali, “ragazzo scuola Virtus, migliorato molto in questi ultimi tre anni trascorsi lontano dall’Arcoveggio, prima alla Biancoblù Bologna in A2, poi in A con Caserta. Abbastanza pronto per la massima serie, è un tiratore che può fare senza dubbio al caso di coach Valli”.
Sul fronte mercato, per puntellare il roster “bisogna sicuramente riempire lo spot di 4: una possibilità è la conferma di Okaro White (attualmente in trattativa con Varese, secondo i rumors) o, comunque, un giocatore con le sue caratteristiche. Serve poi un altro esterno, magari un 3 fisico (pare tramontata la pista Levi Randolph, mentre sono salite le quotazioni dell’ex Agrigento Pendarvis Williams), perchè, tolto Allan Ray, mancano giocatori con punti nelle mani”. “Molti roster sono ancora pieni di incognite, la V-Nera è un passo avanti. Indovinando gli ultimi due elementi della rotazione, si può ambire ad un campionato di prima fascia, penso ad esempio, a quanto fatto da Trento coll quinto dell’ultima edizione”.

Positivo il giudizio sulla gestione Villalta: “si è vista una decisa inversione di tendenza rispetto all’era-Sabatini: molti più fatti che parole. La sfida più difficile sarà riavvicinare il popolo bianconero: il pubblico virtussino è storicamente uno dei più presenti in Italia ed è necessario ritornare in vetta alle classifiche di presenza a palazzo”.

Infine, un commento su Basketcity: “per tornare ai fasti di un tempo, ossia un derby in semifinale Eurolega, bisognerà aspettare molto tempo. Ci acontenteremmo di vedere, tra 3-4 anni, Virtus e Fortitudo giocarsi, se non lo scudetto, un piazzamento al vertice della classifica”.  In attesa che arrivino quei giorni, qui a Bologna la storia della pallacanestro, nonostante tutto, continua.

di Lorenzo Balbo

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