Via Gandusio. Il comitato anti-sfratti si mobilita: “Non ce ne andiamo”

pugno-chiusoBologna, 13 dic. – Gli inquilini di via Gandusio si preparano alla protesta contro il Comune di Bologna, che ha intenzione di svuotare tutti gli alloggi del maxi-condominio Acer per ristrutturare l’intero complesso. Il progetto è stato anticipato ieri dall’assessore alla Casa di Palazzo d”Accursio, Virginia Gieri, e già oggi scatta la contestazione.

“L’intento di Acer e del Comune è di sgomberare i palazzi di edilizia popolare di via Gandusio- attacca su Facebook l’associazione Pugno Chiuso- senza offrire una reale alternativa agli inquilini, sia quelli con contratto a termine (per lo più scaduto, la maggioranza) sia quelli con assegnazione a tempo indeterminato, che con le nuove norme di assegnazione basate sul calcolo dell’Isee si ritroveranno al di fuori della fascia di assegnazione, ovvero impossibilitati ad accedere a un altro alloggio”. Insomma, la paura è che una volta usciti da via Gandusio per i lavori di ristrutturazione dello stabile, non tutti siano poi in grado di rientrare nel loro alloggio visti i nuovi criteri stabiliti dalla Regione. L’associazione ci tiene a ricordare che Acer “ha murato le porte e distrutto i sanitari di tutti gli appartamenti sfitti in Gandusio, una trentina su 160. Con l’emergenza abitativa attuale è normale che gli sfitti vengano occupati da singoli e famiglie che si ritrovano senza alternative: o smurare o congelare in strada”.(Dire).

Case popolari. “In via Gandusio 300 alloggi da svuotare e ristrutturare”

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