Via Agucchi, gli occupanti scendono dal tetto. Fiaccolata per le strade

Bologna, 9 dic. – Si è conclusa, dopo due notti e tre giorni di presidio sul tetto, l’occupazione di via Agucchi. “Si scende da tetto a causa di malori gravi di non poche donne e uomini che come leoni e leonesse hanno resistito con grande tenacia” scrive il collettivo Social Log.

Dal palazzo, occupato lunedì e che ha visto subito l’intervento della Questura, è partita una fiaccolata. “Le persone senza tetto avranno presto casa” promettono gli attivisti in corteo. Poco prima, intanto, il sindaco Virginio Merola aveva auspicato che la protesta sul tetto finisse quanto prima: “Me lo auguro per loro, perché è una situazione senza sbocchi”.

Più in generale, dopo l’ennesima occupazione “il mio auspicio è che si segua la strada che in questo Comune c’è perché è un Comune civile: sull’emergenza abitativa e nelle situazioni di disagio- sottolinea il sindaco- tutti possono rivolgersi ai Quartieri per essere presi in carico e valutati dai servizi sociali. Se invece si pretende di trasformarsi in un gruppo di persone organizzate con una linea politica rivendicativa”, allora la risposta è “grazie, no”. Per Merola “non c’è possibilità su questo di trattare niente, perché ci sono delle regole. Un Comune non dice no a nessuno, basta che si applichino le procedure previste. Ci sono persone che possono essere prese in carico dai servizi sociali perché ne hanno bisogno e altre no”, scandisce Merola. In passato, però, anche l’assessore Amelia Frascaroli ha parlato del “valore sociale” creato dalle occupazioni. Cosa è cambiato con questo nuovo blitz? “La differenza sta nel fatto che si segnala un disagio abitativo, che siamo i primi a riconoscere e sul quale da tempo stiamo lavorando”, risponde il sindaco: “Quello che è cambiato è che un’occupazione può in un primo momento segnalare un tema, ma se si generalizza e si fanno occupazioni solo come dimostrazione politica si fa solo dell’illegalità gratuita e non c’è possibilità di confronto con l’amministrazione. Ci sono organismi sindacali e rappresentanze in Consiglio comunale, nessuno può arrogarsi il diritto per un atto di forza di pretendere di rappresentare chissà che”.

E’ stato dato troppo credito a collettivi come Social Log? “E’ una cosa che non mi torna”, afferma Merola: “Noi parliamo con tutti, com’è noto. La nostra posizione è sempre stata quella, ma in questo caso c’è stata una prova di forza che non accettiamo”. Intanto, però, per numerose famiglie il punto di riferimento sembra presentarsi più in questi collettivi che nella macchina comunale. “Questo va benissimo”, dice Merola, ma “non è un mio problema. Sono occupazioni organizzate”, che coinvolgono “persone che stanno anche in altri alloggi, persone che non hanno neanche diritto all’emergenza abitativa e quindi siamo di fronte ad una posizione politica. Legittima, ma non la condivido e non vedo perché dovrei trattare con una posizione che non condivido, che è quella di metterci di fronte ad un fatto compiuto con un’occupazione e con atti di forza”. In via Agucchi sembra ci siano anche famiglie sgomberate dall’ex Telecom e che poi non hanno accettato le soluzioni proposte dai Comuni della provincia: “Hanno avuto delle offerte di alloggi che hanno rifiutato perché secondo loro erano troppo lontani. Mi dispiace, se uno ha l’emergenza abitativa prende l’alloggio”, è il commento di Merola.

Da parte loro gli occupanti raccontano di non aver ricevuto nessuna proposta da parte dei servizi, ma solo un’indicazione a “dormire dove avete dormito la notte scorsa”. Giorgia è una delle occupanti dell’ex casa albergo delle Poste, oggi in corteo.

      giorgia

Sulle recenti occupazioni è intervenuto anche monsignor Matteo Maria Zuppi, vescovo ausiliario di Roma che da sabato farà il suo ingresso in Diocesi di Bologna come arcivescovo. “Il messaggio che posso mandare è che tutti hanno diritto a una casa e bisogna trovare una soluzione” ha detto all’agenzia stampa ”Dire”
A margine della benedizione del “Presepe dei netturbini”, nella sede dell”azienda capitolina di rifiuti Ama, monsignor Zuppi ha commentato poi il tema dell”emergenza abitativa: “Conosco bene la situazione di Roma, non conosco quella di Bologna. Quindi ho bisogno di arrivare e capire la situazione prima di esprimermi compiutamente. Sono stato informato dell”occupazione del palazzo ex Poste”.

 

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.