Vale & the Varlet: incontrarsi suonando, dal vivo a Maps

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3 mar. – Si chiamano Valentina Paggio e Valeria Sturba: insieme sono Vale & the Varlet e il loro disco Believer è uscito un mese fa. Un caleidoscopio di suoni che riesce appena a contenere l’energia delle ragazze, che ieri hanno invaso i nostri studi con theremin, tastiera, pedali, tappetini da yoga, pad, legnetti e altri mille strumenti, oggetti e giocattoli. D’altro canto la giocosità – che abbiamo già assaporato in un altro duo di cui Valeria fa parte, gli OoopopoiooO – unita alla sensibilità musicale sono le basi su cui è nata questa band. “Ci siamo incontrate alla Scuola Popolare Ivan Ilich: ci siamo conosciute a un seminario di Fabrizio Puglisi e abbiamo deciso – dopo diversi ‘vinelli’ – di suonare insieme”, hanno raccontato le ragazze nei nostri studi, completandosi le frasi a vicenda proprio come si completano artisticamente. “Abbiamo fatto tutto per gioco”, ha detto Valentina. E in effetti, sia in studio che su disco, l’approccio di Vale & the Varlet riesce a essere solido, senza mai prendersi troppo sul serio.

Nell’intervista abbiamo parlato con il duo anche dei numerosi collaboratori di Believer: Vincenzo Vasi, che “ha pensato ci volesse una linea di basso in una traccia e l’ha registrata con la bocca”, e due terzi degli Hobocombo, Francesca Baccolini e Rocco Marchi, che si sono occupati della parte grafica dell’album, al cui centro c’è la copertina-collage opera di un’artista statunitense su cui è intervenuta Valentina. Una cover colorata e un po’ surreale, che ben rappresenta le tante sfumature dell’album: “Sono i suoni che lo rendono coerente, anche se un pezzo ha un’anima blues, un altro è un bolero, un altro ancora un tango. Nei pezzi ci sono sonorità e modi ricorrenti: questo nell’album è evidente”, ci hanno detto le nostre ospiti. E potete rendervene conto anche voi, semplicemente ascoltando i tre brani che hanno suonato ieri a Maps: “Alejandro”, “I Forgot Belgium” (un divertente resoconto di una mattina difficile che Valentina ha passato qualche mese fa in Olanda), e “Minnie”, la traccia del nome precedente che il duo aveva, “Minnie the Moocher”. Un picc0lo assaggio del disco, ma anche di quello che Vale & the Varlet fanno dal vivo: “Componiamo dei pezzi al momento, improvvisando senza sapere nulla prima: puntualmente nascono nuovi brani. Ne abbiamo una cinquantina nel cassetto”, confessano Valentina e Valeria. Insomma, ci sono tutte le premesse perché Believer abbia un seguito.

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