Ustica non è una storia italiana

Una maratona lunga un giorno. Quella dei familiari delle vittime della strage di Ustica che mercoledi’ 30 novembre hanno incontrato a Bruxelles alcuni europarlamentari, tra cui il prossimo presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, per capire cosa puo’ fare l’Europa contro il muro di gomma. Gli incontri sono stati resi possibili dal lavoro dei parlamentari Pd Salvatore Caronna, Sergio Cofferati e David Sassoli. “Ustica non è più una storia italiana”, una frase ripetuta più volte nei colloqui da Cofferati che, rispetto agli stati che non rispondono alle rogatorie dei pm romani (Francia in testa), ha detto “Sono venuti meno i principi di leale collaborazione tra i paesi europei”. E se l’Italia non è più in grado di appurare oltre quello che i magistrati sono riusciti a scoprire la politica, adesso a livello Europeo, deve intervenire. L’obiettivo è capire di che nazionalità erano gli aerei militari che volavano nel cielo di Ustica la sera del 27 giugno 1980 e cosa abbiano fatto.

I familiari, Daria Bonfietti con Lina Gambino e Fortuna Pirico (che persero i loro mariti), hanno incontrato il presidente della commissione Libertà e diritti civili (Libe) Ferdinando Lopez Aguilar, la francese Catherine Trautmann, la presidente della commissione petizioni Erminia Mazzoni, del Pdl, e Schulz. Il capogruppo dei socialisti democratici si è dimostrato molto preparato su Ustica. Ha scartato l’ipotesi di una commissione d’inchiesta perché attuabile solo in presenza di una lesione del diritto europeo e ha detto che si impegnerà al massimo. Si pensa ad una petizione preceduta da una interrogazione urgente al Parlamento.

Significative le parole della francese Trautmann che ha detto “con l’attuale governo non si puo’ andare molto lontano”. In realtà la Francia non ha mai fornito informazioni in tutti questi anni.

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