Ustica, ministeri condannati. Osnato: “I risarcimenti li pagheranno i depistatori”

11 lug. – La Corte D’appello di Palermo ha stabilito che i ministeri della Difesa e dei Trasporti dovranno risarcire 45 familiari delle vittime della strage di Ustica, per un totale di 55 milioni di euro. Le tre sentenze depositate spiegano che i ministeri non hanno garantito “la sicurezza e l’incolumità” degli 81 passeggeri presenti sul volo Dc9 di Itavia, partito da Bologna e diretto a Palermo ed esploso in volo quella notte del 27 giugno 1980. Nessuno si salvò. Le sentenze depositate ieri si sommano a quelle del 28 giugno, quando la Corte aveva condannato i due ministeri a risarcire altri 39 familiari per 17 milioni di euro. E conferma le conclusioni raggiunte in primo grado, secondo cui la strage si consumò in un contesto di guerra aerea, in seguito a una collisione con un aereo militare che tentava di abbattere un velivolo libico.

Non si tratta di una vera vittoria, però, secondo Daniele Osnato, avvocato di parte civile di oltre 100 familiari. Da un lato, infatti, sono stati ridotti a un terzo i risarcimenti, perché la Corte si è dovuta adeguare all’orientamento della Cassazione secondo cui “la vita non è un diritto risarcibile”, se la persona muore in maniera istantanea. In secondo luogo perché “si dichiara la prescrizione del depistaggio“. “Lo Stato italiano dovrà pagare, ma non pagheranno i cittadini”, ha assicurato Osnato. E pagherà attraverso gli imputati che hanno favorito i depistaggi, assolti per intervenuta prescrizione: “Ho pronto un esposto alla Corte dei Conti per fare un’azione di responsabilità patrimoniale per il costo di tutti questi processi”.

      Avvocato Daniele Osnato

 

L’avvocato Osnato si è detto pronto a tornare in Cassazione anche sul danno tanatologico, quello che spetta per la morte in seguito ad azione illecita compiuta da terzi, la cui risarcibilità è stata negata dalle Sezioni Unite della Cassazione. In parole povere: il diritto alla vita, in quanto diritto proprio, quindi non può essere ereditato. “Sono 37 anni che lo Stato italiano ci nega i risarcimenti” e che dovrebbe impedire i depistaggi. L’ultimo, solo pochi giorni fa. “La Direttiva Renzi ha imposto a tutti i ministeri di depositare presso l’Archivio di Stato i documenti in loro possesso, coperti dal segreto di Stato: fotocopie di giornali e attività di indagini. Dal 1980 al 1986 ora c’è un buco: chi ha trattenuto questi atti?”

      Avvocato Daniele Osnato sul danno tanatologico

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