Ustica. Bonfietti: “Dopo il marinario Usa ora parlino anche altri”

Bologna, 21 dic. – “Altri lo hanno fatto in passato, ora ha parlato anche un marinaio americano che era sulla nave Saratoga. Spero che dopo di lui altri possano farlo”. L’auspicio di Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Ustica, è che si aggiungano ora altre testimonianze a quella di Brian Sandlin. La sera del 27 giugno 1980 l’ex militare americano si trovava sulla portaerei e ha raccontato, nell’intervista rilasciata al giornalista Andrea Purgatori, di aver visto rientrare i caccia americani, senza più i missili agganciati, dopo essere usciti in missione per abbattere due Mig libici.

La testimonianza di Sandlin conferma la versione già rilasciata dal capitano della portaerei James Flatley, “contenuta anche nella sentenza del giudice Priore”, ha ricordato Bonfietti. “Questa storia era già stata tutta scritta e aveva generato incriminazioni per alto tradimento di uomini aeronautica, oltre che le prescrizioni per 60-70 avieri che avevano visto nei radar ma non avevano paralto”, spiega la presidente dell’associazione. “Non c’è motivo per cui a questo punto, dopo 37 anni, non si aiuti a scrivere anche l’ultimo pezzo di verità. Oggi è cambiato tutto, la situazione geopolitica è cambiata, non ci sono più gli stessi referenti”, prosegue Bonfietti, affermando che quello che “era indicibile allora”, adesso si può dire.

“Si conclami una volta per tutte quello che doveva avvenire quella notte e che per errore ha coinvolto i nostri 81 cittadini italiani”. E conclude: “La storia non si ferma, la verità non di ferma, e oggi ha parlato anche un marinaio americano. Spero che altri lo seguano e che i giudici possano andare avanti. Ormai siamo alla fine”.

      Strage di Ustica - Intervista a Andrea Purgatori, Daria Bonfietti, Daniele Osnato

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