Ustica, anche la storia può aiutare la verità

Bologna, 26 otto – 27 Giugno 1980: sono passati quasi 36 anni dalla strage di Ustica ma ancora non si conosce la nazionalità del missile che ha abbattuto il DC9 ITAVIA, l’aereo civile che viaggiava da Bologna a Palermo. Si conosce quello che è accaduto quella notte, un'”azione di guerra in tempo di pace” come spesso l’ha definita Daria Bonfietti, la presidente dell’associazione dei parenti delle vittime di Ustica ma non è stato ancora chiarito di che nazionalità fossero gli aerei militari in volo quella notte di cui il DC9 è stato vittima inconsapevole.

Questo il senso del convegno “1980. L”anno di Ustica”, organizzato dall’Istituto Parri e dall’associazione dei famigliari delle vittime della Strage di Ustica, in programma giovedì e venerdì 29 e 30 ottobre alla Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna. per passare dalla verità alla storia. “La verità, cioè che il Dc9 fu abbattuto, la sappiamo dal 1999 – dichiara Daria Bonfietti la presidente dell’associazione parenti delle vittime – ora bisogna studiare il contesto e capire cosa stava succedendo nel Mediterraneo in quel periodo per arrivare a scoprire chi è stato”.

La speranza, chiude Bonfietti, è che il Governo e la politica capiscano che è ora di voltare pagina e di chiedere risposte a quei Paesi che finora non hanno mai collaborato alla ricerca della verità.
Della stessa idea Luca Alessandrini, direttore dell’Istituto Parri Emilia-Romagna, che precisa che non si parlerà della strage, ma del contesto in cui avvenne, che sarà delineato sia nella dimensione italiana che in quella internazionale da studiosi di grande valore come Leopoldo Nuti e Simona Colarizi.
La Regione Emilia -Romagna ha dato il proprio contributo al convegno cofinanziando una ricerca di studio sulla strage di Ustica realizzata da giovani laureati.
Sulla due giorni, molto densa rispetto ai relatori e ai campi d’indagine, ci ha parlato Bonfietti nel corso di un’intervista in studio.

Il programma

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