Ustica 32 anni dopo e il gran rifiuto del Belgio

27 giu. – Dopo tanti silenzi, su Ustica è arrivato anche un rifiuto. E’ il no ufficiale del Belgio alla rogatoria internazionale della Procura di Roma sulle attività di alcuni aerei nel cielo di Ustica 32 anni fa. Lo ha denunciato oggi nell’aula del Consiglio comunale di Bologna Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione dei parenti delle vittime della strage, in cui sono morte 81 persone. All’incontro hanno preso parte il sindaco di Bologna Virginio Merola e quello di Palermo Leoluca Orlando, che hanno promesso di ripeterlo nei prossimi anni.

“Gli stati nascono per garantire verità ma, nel caso di Ustica, si sono trasformati in muri di gomma“, ha detto Orlando. Il sindaco di Palermo ha fatto appello a Francia, Libia, Gran Bretagna e Italia perché aprano i loro archivi e interrompano un silenzio che ha definito “omertoso”.

Per il sindaco Merola, la presenza oggi a Bologna del suo omologo palermitano è importante perché “significa che l’Italia non ha dimenticato e non vuole dimenticare, e che unendo le voci delle nostre due importanti città potremmo far arrivare forte la richiesta al Governo nazionale e agli Stati europei di adoperarsi fino in fondo”.

Oggi l’Associazione guidata da Bonfietti ha depositato un’istanza alla Procura che sta indagando su Ustica perché accerti se in Italia vive l’ex primo ministro libico Abdel Salam Jalloud, che potrebbe fornire elementi utili all’inchiesta. Intanto la Procura di Roma ha inoltrato una rogatoria al governo transitorio libico per avere informazioni su quanto accadde nei cieli del Tirreno la notte di 32 anni fa. Il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Erminio Amelio, titolari dell’inchiesta bis sulla strage partita dalle dichiarazioni fatte da Cossiga nel 2008, che aveva parlato di un coinvolgimento francese e libico nella battaglia aerea che si svolse nei cieli di Ustica, procedono per strage nei confronti di ignoti.

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