Uniti si vince contro le slot machine all’Arci: “I circoli lucrano sulla dipendenza”

Bologna, 22 feb. – Molti circoli Arci di Bologna “si sostengono approfittando di una dipendenza”, tanto che “l’accostamento ai pusher è un po’ forte, ma ci sta tutto”. Tornano alla carica contro il gioco d’azzardo nelle sedi Arci i consiglieri comunali Lorenzo Tomassini, Michele Facci e Daniele Carella (Uniti si vince) che già qualche mese fa, sullo stesso tema, avevano duellato con l’associazione ricreativa. Al di là dei “bellissimi principi” enunciati dal Comune, il fenomeno del gioco d’azzardo “è in crescita esponenziale” e dai dati del Sert emerge una “situazione veramente allarmante”, dichiara in conferenza stampa Tomassini: piazza dei Martiri, ormai, potrebbe essere ribattezzata “piazza del Gioco d’azzardo”. E per gli ex Fi l’Arci non fa eccezione, anzi: gli impegni presi dal presidente, Stefano Brugnara, si sono dimostrati “tutta fuffa”, attacca Tomassini, deciso ad insistere nella “azione etica e moralizzatrice” avviata dal gruppo consiliare. L’ultima tappa consiste in una serie di richieste di accesso agli atti per guardare i conti dei circoli Arci, spiega il consigliere comunale, ma “abbiamo trovato dei muri”, perché sia la Segreteria generale del Comune che Brugnara “hanno risposto picche”. Di conseguenza, “abbiamo fatto ricorso al Regolamento sulle Libere forme associative - spiega sempre Tomassini – che obbliga chiunque riceva risorse pubbliche a depositare i rendiconti”. L’obiettivo “che ci faceva più gola” era l’Arci Benassi, continua Tomassini, “ma non deposita nulla”. Uniti si vince, pero”, è riuscita ad ottenere i dati dell’Arci Ippodromo e il caso “è’ veramente esemplificativo”, commenta Tomassini: su 250.000 euro di introiti annuali, “circa un quinto deriva dal gioco d”azzardo”, dunque sui 4.500 euro al mese.
In sostanza, ci si “approfitta dei pensionati e dei malati che tutti i giorni vanno lì (all’Arci Benassi, ndr) e si giocano la pensione”, punta il dito Tomassini.

Un altro esempio arriva da una realta” più’ piccola, l’Arci Marchesini di Lavino di mezzo: su circa 25.000 euro di incassi annuali, intorno ai 18.000 arrivano dal “noleggio di arredi e attrezzature”. Per Uniti si vince questa voce nasconde lo spazio dato alle slot, ma nei bilanci del circolo “non si dice nulla sul tipo di noleggio di cui si parla”, dichiara Tomassini, perche” nel mondo Arci il fenomeno del gioco “viene occultato tra le righe”. A conferma di ciò’, il consigliere racconta di aver visitato il circolo di persona, ieri mattina, fotografando un cartello in cui si parla esplicitamente di “slot”. Di fronte a queste situazioni, “Brugnara ha sempre fatto e fa tuttora ostruzionismo”, afferma Tomassini, chiedendo innanzitutto di poter visionare i bilanci del Benassi e della Sala Paradiso (che ricade nel territorio di San Lazzaro). Per Uniti si vince, pero”, il quadro è comunque già chiaro e per questo gli ex Fi chiedono al sindaco Virginio Merola di “revocare immediatamente” i benefici concessi agli affiliati Arci: “Chi ha le slot dev’essere espulso dall’elenco delle Lfa”, scandisce Tomassini, perché fino ad oggi Merola “su questi temi ha fatto solo chiacchiere ed ha protetto i suoi amici”. Al posto di quesi circoli “creiamo centri giovanili per la musica e la lettura”, propone il consigliere.

Viene “ignobilmente sfruttata una forma di malattia”, rincara la dose Carella: ed è particolarmente grave che “lo stesso ente da lato dice di voler contrastare il fenomeno e poi dall’altro lo ospita nelle proprie strutture”. E visto che il tema è segnalato da tempo, da parte del Comune c’è “connivenza e complicità consapevole”, aggiunge Carella. Peraltro, le Lfa “sono obbligate a presentare i rendiconti” e non farlo “è motivo di decadenza”, ricorda Facci. I circoli Arci usano “immobili a prezzi non di mercato in funzione del valore sociale” loro riconosciuto, sottolinea Facci, tanto che il canone dell’Ippodromo “è zero”: se poi dentro si gioca d”azzardo, però, questo avviene “in barba ai principi di solidarieta” e ai protocolli che l”amministrazione ha sottoscritto”. C’è una “contraddizione fortissima e stridente”, conclude Facci, rimarcando la “responsabilità politica in capo al sindaco e all’assessore Nadia Monti”, che ha la delega alla Legalità.

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