Unibo. Prima la carica, poi il sit-in degli studenti “contro tutte le violenze”

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Bologna, 10 feb. – Cinquencento studenti in corteo “contro tornelli e militarizzazione della zona universitaria”. Li hanno portati in piazza i collettivi universitari, Cua e Lubo in testa, il giorno dopo lo sgombero della biblioteca di italianistica di via Zamboni 36, con relativi scontri attorno a Piazza Verdi. Il corteo ha sfilato per le vie del centro di Bologna chiedendo le dimissioni del rettore Ubertini e del questore Coccia, “perché sono i responsabili delle devastazioni che si sono viste in città ieri sera, e con l’irruzione della celere in università”. Partito da Piazza Verdi, il corteo è tornato in Piazza Verdi. E questa volta ad attendere gli studenti in via Zamboni, all’altezza del civico 34, c’erano gli agenti della celere schierati in assetto antisommossa. Il contatto, cercato dal corteo, ha portato ad una violenta carica da parte della polizia. Quattro manifestanti sono stati fermati.

Le voci degli studenti dell’Alma Mater e la diretta radio del corteo questo pomeriggio in H2Bo (17-18)

A separare le due parti sono intervenuti una cinquantina di studenti. Armati di libri, chitarra e voglia di cantare si sono seduti tra agenti e studenti con i caschi. Hanno alzato le braccia, cantato, ballato, tentato di parlare con gli agenti. “Sono persone come noi, dobbiamo parlarci – dice un ragazzo di poco più di 20 anni – Certo rappresentano il potere ma noi dobbiamo mostrare che si può protestare anche senza violenza”. “Siamo i loro figli e ci riempiono di manganellate – dice un altro studente che ha partecipato al sit-in- ma non dobbiamo metterci al loro livello”.

 

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