Unibo. Gli universitari in protesta al rettore: “Riaprire subito il 36, e senza tornelli”

tornelli flashmob via zamboni 36 20 febbraioBologna, 20 feb. – Un flash-mob per chiedere al rettore Ubertini di riaprire subito la biblioteca di italianistica di via Zamboni 36. Lo hanno organizzato gli studenti dell’Alma Mater in protesta contro i tornelli e l’irruzione delle celere in biblioteca. “Chiediamo a Ubertini di ascoltare gli studenti, di riaprire la biblioteca e la sala studio, e di farlo togliendo i tornelli“, spiega una studentessa. Dietro di lei una ventina di universitari tengono in alto i loro libri, “perché noi qui dentro studiavamo e ora non possiamo più farlo”. Che succede se il rettore sceglierà la riapertura senza togliere i tornelli? “Deciderà l’assemblea”, dice la studentessa. “I tornelli non li vuole nessuno, riprenderà il sabotaggio”, aggiunge un attivista del Cua, il collettivo universitario autonomo che guida da settimane le proteste.

Domani, in occasione della seduta del senato accademico, il rettore Ubertini farà una comunicazione sulla questione di via Zamboni 36. E’ dal giorno dello sgombero di via Zamboni 36 che il rettore non commenta o rilascia dichiarazioni. La biblioteca di via Zamboni 36 dovrebbe riaprire nel più breve tempo possibile “ma ci sono molti interventi da fare per ripristinare la situazione”, ha spiegato venerdì il presidente del sistema bibliotecario di Ateneo Guglielmo Pescatore. “Bisogna rimettere in sicurezza i locali e ripristinare le vetrate incrinate o rotte”, ha detto Pescatore. La stima dei danni oscilla tra i 40 e i 50 mila euro. Nel frattempo i servizi di prestito e restituzione della biblioteca di italianistica sono stati riattivati dal lunedì al venerdì e dalle 9 alle 14 al primo piano di via Zamboni 32.

Domani martedì gli studenti annunciano un presidio alle 13 di fronte al rettorato. “Il rettore farà le sue comunicazioni, noi vogliamo che parli con noi e che ci ascolti”.

La posizione del rettore Ubertini. Davanti al Consiglio studentesco dell’Alma Mater di Bologna, il rettore Francesco Ubertini non scioglie le riserve sui cosiddetti tornelli alla biblioteca di Discipline umanistiche, di via Zamboni 36. Ma definisce “poco credibili” le notizie su un suo passo indietro rispetto al sistema di controllo degli accessi in biblioteca e assicura il coinvolgimento degli studenti nello studio di “soluzioni alternative” agli attuali tornelli. Dal canto suo, Il Consiglio studentesco è pronto a scendere in campo come mediatore nella partita del 36. La disponibilità è doppia: da un lato, aprire un confronto col collettivo Cua (pur condannando le modalità della protesta); dall’altro, valutare possibili soluzioni alternative ai cosiddetti tornelli. Lo spiega la presidente del Consiglio, Fabiana Maraffa, parlando alla ‘Dire’ al termine della seduta di questa mattina, a cui ha partecipato appunto in prima persona anche il rettore. Ubertini ha fatto prima di tutto un excursus sui fatti accaduti nei giorni scorsi: la decisione di installare il sistema di controllo degli accessi in biblioteca, la protesta del Cua, le cariche delle Forze dell’ordine nei locali dell’Università in via Zamboni 36. Ma, anche davanti al Consiglio studentesco, Ubertini ha mantenuto il riserbo sulla proposta che presenterà domani al Senato accademico (e poi alla stampa, che dovrebbe incontrare al termine della sua relazione all’organo accademico). Stamattina, riferisce Maraffa, il rettore si è limitato a definire “poco credibile” quanto scritto la settimana scorsa da ‘Il Giornale’, che dava ormai per certo il passo indietro di Ubertini sui tornelli al 36. A sua volta, il Consiglio degli studenti si è espresso per condannare le modalità usate dal Cua per protestare in questi giorni, ma ha deciso di “non votare sui tornelli”. C’e’ infatti “una frattura complessa”, spiega la presidente, da sanare “con un’altra modalità che non sia solo tornello sì-tornello no”. Anche per questo, il Consiglio studentesco si è detto disponibile a farsi “attore della mediazione”, ad esempio sedendosi al tavolo coi collettivi. “La prorettrice Elena Trombini sta provando a dialogare col Cua- spiega Maraffa- speriamo di essere partecipi”. Inoltre, il Consiglio studentesco si è detto “disponibile a trovare soluzioni alternative” ai tornelli e su questo punto il rettore ha promesso un maggiore conivolgimento degli studenti. “Non si può prescindere dalla discussione con noi- sostiene Maraffa- abbiamo anche chiesto di velocizzare i lavori per riaprire il 36 e di trovare in via temporanea un luogo alternativo” per far fronte alla chiusura della biblioteca. Anche su questi punti, Ubertini si è impegnato col Consiglio studentesco. Più in generale, i rappresentanti degli iscritti in Ateneo hanno chiesto anche “un dialogo più ampio sulla zona universitaria e il coinvolgimento della compagine studentesca nel progetto di riqualificazione” portato avanti da Ateneo e Comune. A questo punto, “vediamo domani cosa dirà il rettore in Senato accademico e vediamo anche come agirà il Cua, se accetterà il dialogo con la prorettrice- sottolinea Maraffa- questi sono i due nodi che rimangono da sciogliere”. (San/ Dire)

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