Unibo. Seicento studenti firmano contro i tornelli

tornelli controllo accessi via zamboni 36Bologna, 2 feb. – Una raccolta firme durata 48 ore per dire ‘no’ ai tornelli installati al 36 di via Zamboni, una misura pensata dall’Alma Mater per assicurarsi che a entrare nella biblioteca siano solo gli studenti muniti di badge.

In totale le firme raccolte sono state quasi 600, per la precisioni a firmare sono stati in 543. Tutti studenti contrari ai sistemi di controllo posti all’ingresso della biblioteca e dell’aula studio “perché i tornelli non appartengono alla cultura del 36 che è una cultura accogliente, solidale, meticcia e antirazzista”. Così spiega Luca Pistoia del Collettivo universitario autonomo, che ha raccolto le firme assieme ad un altro collettivo: LUBo, Libera Università Bologna. Le firme sono state consegnate alla prorettrice per gli studenti Elena Trombini.

“Ora – continua l’attivista del Cua – aspettiamo la decisione del rettore che arriverà lunedì mattina e poi faremo i conti con la realtà”. La raccolta firme arriva dopo giorni di proteste per tenere sempre aperto e senza tornelli lo spazio universitario di via Zamboni.

      Luca Pistoia CUA

Scrive il Cua sulla pagina facebook: “Consegnate le firme, la prorettrice si è assunta la responsabilità di agire di conseguenza e di far rimuovere i tornelli entro lunedì. Un punto importante per gli studenti e le studentesse che vogliono che il 36 resti un luogo di studio sano, circolazione di saperi, aggregazione e socialità altra. Per questo ci siamo lasciati con l’intento di ritrovarci in assemblea Lunedì sera alle 18.00, in sala affreschi, per verificare se quanto abbiamo chiesto verrà messo in pratica. Questi tornelli se ne devono andare, se non sarà così l’assemblea ragionerà su come raggiungere quest’obbiettivo”.

“La prorettrice – scrivono invece gli studenti di LuBo nella loro pagina facebook – ci ha assicurato che consegnerà le firme al rettore, scrollandosi di dosso tutte le responsabilità del caso. Consci dell’ottimo risultato ottenuto continueremo a tenere alta la guardia, per permettere a tutti/e di poter attraversare liberamente gli spazi universitari. Ci riconvochiamo lunedì alle 18.00 sempre al 36 di Via Zamboni, per assicurarci che le parole della prorettrice non siano state solo chiacchiere!”.

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