Una nuova stagione per Teho Teardo e Blixa Bargeld

18 mag. –  “I nostri EP possiedono una sorta di veste grafica seriale: cambia la stagione, il colore della copertina, il titolo e, soprattutto, la musica“: così Teho Teardo ci guida nei meandri del processo creativo che ha portato a Fall, il nuovo EP firmato insieme a Blixa Bargeld e pubblicato a fine marzo per Specula Records. Esiste però un sottile filo conduttore tra il precedente Spring e la nuova creatura del duo, rappresentato dalla presenza di una cover: “La prima traccia è ‘Hey Hey, My My’ di Neil Young, un brano che ci ossessionava da un po’ e che abbiamo fatto nostro. Perché questo accada è necessario che prenda le sembianze di qualcosa che ti assomigli“, spiega il musicista. Una scelta che nessuno si sarebbe aspettato e che, a sentirla dal vivo, lascia stupiti: “L’abbiamo suonata per la prima volta a Parigi, e quando è partito il riff la gente non ci credeva e pensava ‘Aspetta, non può essere lei’ e, una volta che Blixa ha cominciato a cantare, il pubblico ha fatto un sorriso che sembrava un abbraccio collettivo“.

Oltre al classico del 1979, che sentiremo per la prima volta live questa sera al Locomotiv Club, Fall contiene altri tre brani inediti: “Testosteron Sklaven” (“Schiavi del testosterone”), cantato per metà in italiano e metà in tedesco e “Ziegenfisch”, la canzone preferita da Teardo, il cui titolo vuol dire “capricorno”, ma indica anche “un pesce dorato che appare spesso nel testo. “Ci sono particolarmente legato perché mostra le linee di un possibile nuovo corso per quello che facciamo. Rappresenta un’altra perlustrazione per i viaggi che faremo”, ha detto il musicista friulano. Infine “Bianchissimo” che, se in apparenza potrebbe sembrare un semplice gioco di contrari rispetto al disco precedente Nerissimo, in realtà è molto di più: “Durante il mix finale di Nerissimo molte tracce sono rimaste fuori. Abbiamo deciso di riprenderle per reinventarle e creare qualcosa di nuovo. Con un po’ di ironia abbiamo giocato con il titolo, prendendo poi un’altra strada”. Infatti, il testo racconta di un negozio di biancheria intima in paradiso dove, non essendoci il denaro, la merce viene regalata. “Era un gioco, ossia cambiare destinazione di un brano e trovarsi davvero altrove“.

 

Elena Usai

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