Una moschea per Bologna. Giovani ricercatori riaprono il dibattito

Bologna 19 feb.- Un ciclo di incontri che costituiranno un laboratorio di urbanistica partecipata dal titolo: Una moschea per Bologna? Immaginare e discutere la città pluralista. Si terranno nello spazio di coworking Borgo22, in via del Borgo 22, per tre domeniche: 21, 28 febbraio e 6 marzo.

A Bologna tra il 2006 e il 2008 ci fu un dibattito cittadino su un progetto di una grande moschea per i fedeli musulmani. L’allora sindaco Sergio Cofferati e il suo assessore all’urbanistica Virginio Merola si trovarono di fronte alla contrarietà di molti residenti del quartiere San Donato (fecero notizia le assemblee pubbliche con i cittadini inferociti e Roberto Calderoli minacciò addirittura di organizzare un “Maiale day” sotto le due Torri) e anche il dialogo col Centro di cultura islamica franò di fronte alla proposta di creare una Fondazione dove in modo trasparente sarebbe stata conservata la traccia dei flussi finanziari.

Sono passati più di otto anni e in città si sono moltiplicati i luoghi di preghiera: oltre a quello di via Pallavicini ce ne sono almeno altri 12 non sempre in luoghi appropriati, tutti accomunati dall’essere conosciuti solo all’interno della Comunità islamica.

Un gruppo di giovani ricercatori che hanno studiato a Bologna e poi hanno migrato per il mondo vuole riaprire il dibattito con un occhio a quello che è accaduto negli altri paesi.

Giuseppe Carta, laureato in geografia a Bologna con la prof. Paola Bonora, lavora all’università di Bristol in Gran Bretagna. E’ uno degli organizzatori di questi laboratori di urbanistica partecipata

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