Una legge regionale sulla mobilità ciclopedonale entro il 2017

bellini firma protocollo

Bibi Bellini firma il protocollo d’intesa per la mobilità ciclopedonale

Bologna, 11 mag. – Creare la prima legge sulla mobilità ciclopedonale in Italia. È questo l’obiettivo principale del nuovo protocollo d’intesa per il triennio 2015-2017, firmato oggi da Regione, Anci, Upi, Fiab, Legambiente, Uisp e Wwf.
L’assessore ai trasporti Raffaele Donini ha dichiarato che il piano sarà finanziato con otto milioni di euro provenienti dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

L’accordo rinnova l’intesa raggiunta nel 2009 e prevede alcune novità. Nell’ambito della promozione di una mobilità sostenibile sono previsti dei bandi che finanzino e valorizzino i progetti di limitazione della velocità nei centri urbani. Attualmente esistono molte zone con limite a 30 km/h, ma l’obiettivo per il prossimo triennio è quello di far diventare l’eccezione una regola: tutti i centri principali dell’Emilia Romagna saranno trasformati in “Città 30”. L’obiettivo è la sicurezza dei ciclisti e dei pedoni: “Vogliamo dimezzare, entro il 2020, il numero di vittime degli incidenti” ha dichiarato l’assessore Donini.

      Donini

L’intesa punta anche ad aumentare gli spostamenti attraverso la rete ciclopedonale, dal 10% attuale al 20%. “La sicurezza sulle strade – ha detto Bibi Bellini, della Federazione amici della bicicletta – è anche una questione di numeri. Più ciclisti sono per le strade, minori sono i rischi per la vita”. Per realizzare questo si prevede la creazione di nuove piste ciclabili e soprattutto di collegamenti tra quelle già esistenti.

Dopo il rinnovo dell’abbonamento bici-treno e il contributo di 100 euro per l’acquisto di bici pieghevoli, saranno intraprese nuove misure  per favorire l’integrazione tra i due mezzi di trasporto. Entro il 2017 i 900 treni regionali disporranno tutti del servizio di trasporto bici (oggi è previsto per 630) e in ogni stazione sarà creato un deposito.

Un’altra novità importante riguarda il metodo di esecuzione dei punti previsti dal protocollo. È istituito un tavolo permanente con le associazioni del settore e sono previste verifiche periodiche sulla sua messa in opera. “Il metodo partecipativo è importante: le associazioni possono comprendere i vincoli delle amministrazioni e queste possono imparare molto dagli utilizzatori finali dei percorsi ciclopedonali”.

di Martina Nasso

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