Un monumento contro l’indifferenza

Lenzi

Bologna, 5 ago. – Avrei potuto essere io è il titolo del monumento che Sonia Lenzi, artista e fotografa bolognese, ha realizzato con l’obiettivo di mantenere viva la memoria della strage avvenuta alla stazione della nostra città il 2 agosto 1980, in occasione del XXXV anniversario. La fase performativa di questo esemplare progetto di arte pubblica e partecipata si è svolta tra dicembre 2013-gennaio 2014 nella sala d’attesa della stazione di Bologna (dove scoppiò la bomba) e ha visto la partecipazione attiva di molti dei viaggiatori in transito durante le vacanze natalizie. Il coinvolgimento è avvenuto per mezzo di un colloquio preliminare nel corso del quale l’artista ha fornito informazioni sul progetto, consegnando poi agli interessati una scheda contenente la biografia di una delle vittime e le notizie storiche sulla strage. Lo scopo era quello di creare una reale continuità della memoria rigenerandone l’energia vitale, invitando i cittadini ad assumersi la responsabilità di farsi carico emotivamente della strage mediante un processo di empatia. La fase performativa è andata avanti fino a che 85 (come le vittime) delle centinaia di persone avvicinate si sono rese disponibili a farsi fotografare, durante o dopo la lettura della scheda, mentre avveniva il processo simbolico di immedesimazione. Alla fine gli scatti sono andati a costituire, in forma di piccole lapidi, affiancate le une alle altre (5 in verticale x 17 in orizzontale), il monumento-sacrario Avrei potuto essere io.

In contemporanea, l’autrice ha prodotto anche la versione portatile dell’opera: un libro d’artista in 85 copie, numerate e firmate, che verrà consegnato a fronte di un pagamento di 85 euro, richiesto come forma di finanziamento del progetto che non ha avuto committenti e ha ricevuto il solo contributo di Coop Adriatica e FILT CGIL. Il grande manifesto, ripiegato in varie parti, in un lato riproduce l’opera in scala mentre nell’altro riporta integralmente il racconto-diario della fase performativa.

Avrei potuto essere io è sostenuto dall’Associazione tra i familiari delle vittime della stage del 2 agosto 1980; ha il patrocinio dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna. Il valore artistico è stato riconosciuto da MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna (nei suoi spazi è avvenuta la presentazione ufficiale dell’intero progetto, alla presenza della direttrice Laura Carlini Fanfogna), dallo storico dell’arte Eugenio Riccomini che ne ha appoggiato la causa con entusiasmo, dall’esperto di arte contemporanea Gino Gianuizzi che ne ha coordinato la realizzazione.

L’installazione a parete di questa opera d’arte, dalla forte valenza etica e civile, si può purtroppo vedere solo per pochi giorni in quella che, idealmente, dovrebbe essere la sua sede permanente: la Stazione Alta Velocità di Bologna, ingresso Via de’ Carracci. Grandi Stazioni s.p.a. ha infatti concesso lo spazio, al momento, esclusivamente dal 1 al 10 agosto 2015.

7 agosto: l’artista ci informa che l’esposizione è stata prorogata fino al 15 settembre 2015.

Ascolta l’intervista che abbiamo realizzato con Sonia Lenzi.

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